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Luca Contini. Una carriera internazionale per il giovane ballerino e coreografo materano

Grandi ed importanti riconoscimenti professionali ha ottenuto anche quest’anno il materano Luca Contini, giovane danzatore e coreografo contemporaneo di fama internazionale. Fondatore e coreografo della compagnia Uncode Art Factory, con cui ha portato in scena “Da cosa nasce…cosa?” presso “l’Auditorium di Vignate” Milano, tra il 2016 e il 2017 Luca ha conquistato con il suo talento anche la compagnia americana Catapult, arrivata in finale alla trasmissione televisiva American’sgot Talent, guadagnando dunque l’ennesima occasione per mostrare la sua arte ed immensa passione per la danza. Definito “orgoglio lucano”, Luca Contini, nato a Matera il 14 settembre del 1986, nel 2011 si è diplomato presso l’Accademia “M.A.S.” di Milano, perfezionando successivamente i suoi studi presso la scuola “Dansateliers” di Rotterdam. Durante il suo percorso accademico ha collaborato con importanti coreografi nello scenario internazionale e dal 2012, nonostante la sua giovane età,sono state fin da subito numerose le sue presenze a rassegne contemporanee e concorsi, dove ha portato in scena spessissimo delle sue creazioni. Vincere il Talent Show di Rai 1 “La Pista” per Luca Contini è stato solo uno dei tanti traguardi raggiunti negli ultimi anni. Eccellente coreografo e talentuoso ballerino apprezzato in Italia ma ancor più all’estero, Luca oggi stupisce ancora anche con le sue notevoli doti da acrobata: nell'opera "DIE ERTFUHRUNG AUS DEM SERAIL" ma anche nel corso del tour italiano del musical “La regina di ghiaccio”, le sue doti non sono passate inosservate, fino a sedurre nel 2016 la compagnia americana con cui tutt’oggi collabora, con cui ha concluso da poco un tour cinese ed ha iniziato un tour americano. L’abbiamo incontrato a Matera, probabilmente presto scenario di un suo nuovo progetto.

 

Tra i tantissimi riconoscimenti che Luca Contini ha ottenuto parliamo del più recente...
Qualche anno fa, ho fatto un’audizione per la compagnia americana Catapult, che aveva partecipato alla trasmissione American'sgot talent arrivando in finale. Sono con loro da 2 anni, abbiamo fatto tour cinese pazzesco! Ora è in corso il nostro Tour americano, ma abbiamo in programma di farne anche uno europeo. Il loro lavoro è molto particolare. Utilizziamo il corpo umano al massimo della sue capacità espressive, il tutto attraverso l’antica forma d’arte delle ombre cinesi, ovvero attraverso uno screen che proietta l’ombra dei corpi. Attraverso le nostre ombre creiamo e raccontiamo delle storie e meravigliamo il pubblico creando delle figure apparentemente impensabili con dei semplici giochi di luci e ombre.

Il tuo lavoro ti porta in giro per il mondo e ti da la possibilità di confrontarti con realtà diverse. Quali sono le positività e le negatività della danza in Italia rispetto agli altri Paesi?
Purtroppo la danza in Italia sembra stia morendo. Sono sempre meno gli incentivi e gli spazi per chi ha voglia di investire le proprie energie in questo settore e sono tanti i giovani danzatori che preferiscono scappare da questa realtà. All'estero, la nostra professionalità viene riconosciuta e valorizzata mille volte di più. Il nostro viene considerato un vero e proprio lavoro, mentre qui purtroppo non si può dire la stessa cosa.

La danza viene definita espressione, arte, anatomia. Per Luca Contini cos’è la danza?

Espressione di sé e arte che racconta. Sul corpo ho tatuato una frase: "when the words do notreach, the body does", tradotto: " dove le parole non arrivano, il corpo lo fa". È pazzesco quanto si può raccontare e quante emozioni si possono comunicare con il corpo, il tutto in molteplici chiavi.

Come è avvenuto il passaggio da ballerino a coreografo?

Posso dire che non c'è stato un vero e proprio passaggio da ballerino a coreografo. È come se avessi in me due anime. Quando ho iniziato a frequentare l'accademia di danza a Milano, nel programma didattico c'era una materia che si chiamava "workshop", questa consisteva nel creare dei nostri pezzi coreografici, per poi presentarli ad una commissione a fine anno. Ricordo tutte le ore trascorse in sala da solo o con i miei compagni di corso a cercare, sperimentare qualcosa di nuovo,qualcosa che funzionasse. Forse è lì che ho scoperto quest’altra parte di me ed è nata quest’altra mia grande

 passione.

Quale ruolo senti più tuo: ballerino, coreografo o docente?

Ultimamente mi sta capitando di fare tutte e tre le cose. Non c’è una cosa tra le tre che preferisco in maniera particolare rispetto alle altre, sono ambiti che mi danno emozioni totalmente diverse. È un cocktail a cui non saprei rinunciare. È bello poter danzare e stare sul palco, è fantastico portare in scena il lavoro di qualcun altro dando sempre il massimo ed è ugualmente bello ed emozionante stare in regia, lavorare dietro le quinte di uno spettacolo totalmente ideato e creato da te, come è assolutamente eccitante e gratificante, se pur in modo diverso, vedere un tuo allievo che cresce e si perfeziona sempre di più negli anni e magari riesce a fare cose incredibili nella sua vita.

Negli ultimi anni hai creato coreografie per il teatro, per la televisione e per diversi videoclip musicali: in quale di questi mondi ti sei trovato più a tuo agio?

Per quel che mi riguarda, tutta la vita il teatro. La magia del teatro è unica, completamente diversa da quella che si può vivere o creare in TV o attraverso dei videoclip musicali e poi la telecamera è decisamente più fredda di un pubblico emozionato a pochi metri dalla tua faccia.

Quali sono i vantaggi più esaltanti della tua professione e le criticità?

Una criticità della mia professione è sicuramente quella di non essere propriamente riconosciuta come un vero e proprio lavoro. Dobbiamo aver cura del nostro corpo e ricordarci delle nostre fragilità. Non siamo tutelati da nessuno e nonostante questo, non possiamo che essere comunque e sempre alla ricerca di un contratto.

Dei vantaggi però li abbiamo, facciamo qualcosa che esalta le nostre passioni, girare il mondo è fantastico ed essere pagati per farlo, inutile negarlo, lo è ancora di più e ogni sera, a prescindere dal palco su cui siamo, proviamo e riceviamo brividi ed emozioni diverse.

L’impegno nel mondo della danza prosegue senza sosta. Quali sono i progetti in corso e quelli futuri?

Attualmente sono impegnato con la compagnia americana Catapulte come ti accennavo, ho da fare con loro ancora altri due tour americani, uno israeliano e sicuramente uno europeo. Tra una data e l’altra, nei mesi in cui sono a Milano insegno, ma i progetti per il futuro non mancano! Un paio di anni fa ho creato la compagnia Un code Art Factory, abbiamo riscosso grande successo e ora con i miei colleghi e compagni stiamo lavorando ad un nuovo ed importante progetto da portare in giro per varie rassegne e sinceramente nel 2019 spero proprio anche a Matera, la mia città. 

Silvia Silvestri

 

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