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13 indagati per disastro ambientale. Il Gip: precisa strategia per nascondere i gravi problemi

È finito agli arresti domiciliari per disastro ambientale Enrico Trovato, dirigente ENI responsabile del Centro Oli di Viaggiano quando, nel 2017, si verificò la fuoriuscita di greggio da alcune da un serbatoio del Centro Olio di Viggiano. Con lui sono indagate altre 13 persone e l’ENI con accuse di disastro, disastro ambientale, falso ideologico e abuso d’ufficio.
Si parla di “consapevole inerzia” da parte degli indagati che, secondo il Gip di Potenza, che hanno dato seguito alle indagini condotte dal NOE dei Carabinieri, sarebbero stati a conoscenza del malfunzionamento degli impianti e avrebbero taciuto. Tale condotta sarebbe stata consumata anche dal comitato tecnico di controllo della Regione. Il risultato è stato l’inquinamento di alcune falde acquifere e di impianti fognari, causato dalle falle di tutti e quattro i serbatoi, e non di uno solo come aveva sostenuto ENI, e da perdite che risalivano già al 2010.
L’ENI dunque sapeva ma non ha mai comunicato il malfunzionamento, fino a quando nel 2017 è stata casualmente scoperta la perdita di greggio in impianti fognari. Secondo quanto riportato nell’ordinanza del Gip Ida Iura, ed esposto dal procuratore di Potenza, Francesco Curcio, che ha illustrato i fatti in una conferenza stampa tenutasi stamattina, "è esistita una precisa strategia, attuata a livello locale, ma certamente condivisa dai vertici di Milano nascondere i gravi problemi e le conseguenze che la corrosione aveva provocato, con condotte caratterizzate da una sconcertante malafede e spregiudicatezza".
La fuoriuscita di greggio ha già portato a "una grave compromissione delle matrici ambientali, in particolare per l'acqua", e se non fosse stato per la scoperta casuale avrebbe contaminato anche le vicine acque della diga del Pertusillo.
Da parte sua ENI dichiara "massima collaborazione con gli organi inquirenti e fiducia nell'operato della magistratura", mentre il ministro dell’ambiente Sergio Costa parla di “giornata importante per la regione Basilicata e per la nostra attività di tutela dell'ambiente. Ancora una volta dimostriamo con i fatti che chi inquina non può restare e non resterà impunito", ha concluso il ministro.

Francesco Addolorato


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