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Pittella e la Giunta regionale indagati per le nomine in sanità

 

Questa volta è la Procura di Potenza ad aprire un nuovo filone sulla Sanità Lucana. Il Presidente  della Giunta regionale, Marcello Pittella, sospeso e oggetto di divieto di dimora a Potenza, ancora sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Il fascicolo d’indagine pare sia stato aperto all’indomani di una denuncia partita dal segretario generale della Cgil, Angelo Summa, su alcuni commissariamenti non necessari a fronte della scadenza naturale del precedente incarico. Ipotesi di accusa: lo strumento del commissariamento adottato dalla Giunta regionale fuori dai limiti e dai presupposti di legge. Reato ipotizzato dalla magistratura lucana: abuso d’ufficio. Novità, rispetto al filone Materano, a essere indagata è l’intera Giunta regionale. Dalla Vice Presidente Flavia Franconi, agli assessori Luca Braia, Carmine Miranda Castelgrande, Roberto Cifarelli e Francesco Pietrantuono. All’attenzione degli inquirenti potentini le nomine dei commissariamenti delle ASL approvate dalla giunta regionale lo scorso 22 gennaio, data presunta della commissione del reato, evidenziata sull’avviso di richiesta di proroga delle indagini che i pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Paolo Mandurino e Veronica Calcagno hanno presentato al Giudice delle indagini preliminari Rosa Maria Verrastro. Proroga notificata a tutti gli indagati iscritti da aprile scorso nell’apposito registro. Nel fascicolo d’indagine appaiono i nomi di Rocco Maglietta direttore generale, ora commissario del San Carlo, Giovanni Bochicchio, già direttore generale dell’Asl di Potenza, ora del Crob di Rionero e Pietro Quinto prima direttore generale e poi commissario dell’Asl di Matera dimessosi dopo gli arresti di luglio. Nel registro degli indagati anche Vito Marsico, dirigente del dipartimento della presidenza della giunta regionale. Questo nuovo filone d’indagini pare legarsi alle considerazioni evidenziate dal Giudice delle Indagini Preliminari di Matera, Angela Nettis che si è occupata di sanitopoli dei concorsi.  “Il commissariamento delle aziende sanitarie e ospedaliera lucane - scrisse il Gip - non troverebbe alcun fondamento giuridico alla luce del fatto che la norma regionale all’uopo utilizzata tipizza il commissariamento unicamente nei casi di sospensione, decadenza, revoca o vacanza del direttore generale. Lo strumento del commissariamento, pertanto, è stato adottato dall’Organo di governo della Regione Basilicata fuori dai limiti e dai presupposti di legge, certamente con la finalità di agevolare i soggetti nominati come emergente chiaramente nel corso delle indagini”. 

Oreste Roberto Lanza

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