Emergenza cinghiali in Basilicata, in aumento gli incidenti stradali e i danni all’agricoltura

 

Nel frattempo si attende la completa applicazione del “piano selettivo”

La questione cinghiale è una vera “emergenza” in Basilicata. Un cinghiale ogni cinque abitanti. Sarebbero oltre 120 mila gli esemplari in regione. Queste le indicazioni dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali, popolazioni faunistiche e biodiversità del dipartimento regionale all’Ambiente. Nel dicembre dello scorso anno, fu approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, il cosiddetto “Piano di prelievo selettivo” degli esemplari della specie che non ha risolto del tutto il problema. Un animale che nel passato anno ha creato molti danni agli agricoltori. I dati forniti dall’assessorato alle politiche evidenziano come le culture maggiormente danneggiate sono cereali, vigneti, foraggio, leguminose e ortaggi. Le aree in cui i danni si sono verificati con più frequenza e in quantità maggiore, sono quelle in prossimità dei Parchi: Parco regionale di Gallipoli Cognato, Parco della Murgia Materana, Parco Nazionale del Pollino e Parco dell’Appennino Lucano e Lagonegrese, nei quali è vietata la caccia. Molte le ordinanze con i quali i sindaci a seguito delle segnalazioni dei cittadini hanno autorizzato la cattura e l’abbattimento degli animali selvatici.

A Latronico, il sindaco De Maria, nell’ottobre scorso, con un’ordinanza fece predisporre l’allestimento di una gabbia nei pressi del centro urbano, per prendere quei cinghiali che si affacciano nel paese, dove non possono intervenire neanche i cacciatori per la questione sicurezza. Iniziativa a costo zero per il comune. Per non parlare dei tanti incidenti stradali. Dal 2009 sul territorio lucano sono stati oltre due mila gli incidenti stradali provocati dai cinghiali. Solo di indennizzi pare che dal 2014 al 2018 la Regione Basilicata abbia pagato oltre 800 mila euro. Il 16 novembre 2019 un incidente stradale provocato dai cinghiali, nei pressi di contrada Sicileo in territorio di Senise, con due auto che si sono improvvisamente ritrovate sulla loro marcia un grosso cinghiale che nell'attraversare l'arteria ha provocato l'impatto, prima con un’auto, poi con l'altra che sopraggiungeva. L’11 novembre incidente stradale causato dai cinghiali sulla Strada Statale 598 Fondo Val d’Agri, al km 112 direzione sud in territorio di Montalbano jonico. Coinvolta una Renault Megane con a bordo cinque persone, che si è trovata improvvisamente sulla propria marcia un grosso esemplare di cinghiale che ha attraversato la carreggiata.
Qualche mese prima, era il 29 ottobre 2019 sulla Strada Statale 598 Fondo Val d’Agri, all’altezza dello svincolo per Marsico Nuovo Sud, venne coinvolta una Bmw che si è trovata improvvisamente sulla propria marcia un branco di cinghiali che ha attraversato la carreggiata. Il bilancio: due ungulati morti sul colpo e l'autovettura completamente distrutta nella parte anteriore. Due giorni prima, il 27 ottobre 2019, due incidenti sulla Sinnica: il primo vicino al bivio per Rotondella, il secondo invece nei pressi dell'incrocio con la Statale 106. Fortunatamente solo danni alle automobili, con tanto spavento per gli occupanti. L’ultimo da registrare del 31 gennaio 2020 che ha visto coinvolti un furgone postale e un cinghiale avvenuto in una manciata di secondi sulla strada che da Senise porta a Noepoli. L’animale ha improvvisamente attraversato la strada quando è stato falciato dal mezzo. Questi alcuni dei tanti eventi stradali verificatesi per tutto il 2019 a causa dei cinghiali. Per non parlare della presenza nei vari centri urbani di Policoro, Metaponto, Nova Siri e molti paesi interni del territorio lucano. Non resta che attendere la completa applicazione del piano selettivo, approvato con l’intenzione di contenere la specie fino ad un livello compatibile con le caratteristiche ambientali.

 

Oreste Roberto Lanza


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