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L'operazione riguarda persone residenti nelle province di Matera, Potenza, Mantova, Treviso e Milano

I Carabinieri del Comando Compagnia di Pisticci, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, hanno dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 37 indagati (8 0.C.C. in carcere, 15 0.C.C. ai domiciliari e 14 obblighi di dimora) gravemente indiziati di appartenenza ad un'associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati fine. In particolare le indagini, hanno consentito di acquisire gravi indizi di reato in ordine alla esistenza ed operatività di un gruppo criminale — guidato da Calvello Angelo, soggetto collegato alla criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, presente nel materano - particolarmente attivo nel traffico degli stupefacenti, costituito da numerosi sodali (di cui molti armati) ed una fitta rete di affiliati, che controllava diverse "piazze di spaccio" su diversi comuni della provincia di Matera e di Potenza, nei quali esercitava, con modalità monopolistiche, lo spaccio di stupefacenti, imponendosi sul territorio e nel contesto criminale con forza e capacità d'intimidazione, anche contrapponendosi, in virtù della propria "forza militare", ad eventuali ingerenze di terzi gruppi criminali. Il provvedimento odierno rappresenta il naturale completamento di quanto già parzialmente portato in esecuzione con il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Potenza, nei confronti di n. 16 indagati, ed eseguito il 24 febbraio u.s..

 

Nel corso delle indagini sono stati effettuati sia numerosi sequestri di stupefacente del tipo cocaina, eroina; hashish, nonché di droghe sintetiche del tipo metacetilmorfina che l'arresto in flagranza di reato di 8 degli odierni indagati per spaccio di stupefacenti. Le misure sono state eseguite in diversi comuni del territorio lucano e nazionale, ed in particolare nei comuni di Stigliano (MT), Aliano (MT), Accettura (MT), Ferrandina (MT), Tursi (MT), Scanzano Jonico (MT), Matera, Craco (MT), Montalbano Jonico (MT), Gorgoglione (MT), Potenza, Corleto Perticara (PZ), Sant'Arcangelo (PZ), Missanello (PZ), Milano, Cesano Boscone (MI), Castelfranco Veneto (TV), San Giorgio Bigarello (MN) e Campegine (RE). I principali reati contestati da questa DDA nel procedimento penale nel cui ambito sono state emesse le Ordinanze di custodia cautelare sono: associazione finalizzata al narcotraffico, aggravata per essere costituita da più di 10 soggetti, dall'essere armata e dal metodo mafioso (art. 74 e 80 D.P.R. 309/90, 416 bis 1 c.p.); detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 del D.P.R. 309/1990); minaccia aggravata dal metodo mafioso (art. 612 c.p. aggravato dall'art. 416-bis 1 c.p.); estorsione aggravata dal metodo mafioso (art. 629 c.p. aggravato dall'art. 7 legge 203/1991); detenzione e porto illegale di armi (2 e 4 L. 895/67, 10 L. 197/74); sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dal metodo mafioso (artt. 63(), 416 bis 1 c.p.); tortura (art 613 bis , 416 bis 1 c.p.); furto aggravato (624, 625 c.p.); riciclaggio (648 bis c.p.); Da precisare che il Gip ha ritenuto che, pure in presenza di atti d'intimidazione e violenza e pure in presenza della disponibilità di armi in capo ad appartenenti al sodalizio, non ricorressero, per ragioni tecnico-giurdiche, le aggravanti di cui all'art 416 bis 1 cp e quella del cd "gruppo armato".

 

Le indagini - tuttora in corso e suscettibili di ulteriori sviluppi — hanno confermato la presenza asfissiante di una pervasiva criminalità organizzata nella provincia di Matera, nonchè l'esistenza di alleanze e contrapposizioni fra gruppi criminali organizzati e la capacità di tali sodalizi sia di gestire il traffico di stupefacenti — essendo la Basilicata posta al centro delle rotte che collegano Campania, Calabria e Puglia - che di avere agevolmente la disponibilità di armi micidiali. Ma soprattutto, il dato che maggiormente emerge dalle indagini, è costituito dalla particolare' violenza con lui l'attività delittuosa veniva svolta e, dunque, dalla capacità di ricorrere a pestaggi, minacce e violenze, anche molto gravi, per imporre il proprio dominio criminale su parti consistenti del territorio lucano, organizzando e strutturando - in modo non dissimile da contesti in cui storicamente sono insediati gruppi criminali dediti al traffico e vendita di stupefacenti - articolazioni del gruppo criminale stesso, ciascuna competente a gestire una piazza di spaccio ed a recuperare, anche con efferata violenza, i crediti derivanti dalla cessione della droga.


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