Bioglio e Francavilla, un gemellaggio decennale

 

Immigrazione e integrazione con il patrocinio della Madonna di Pompei

Bioglio e Francavilla in Sinni gemellati da nove anni per ricordare un pezzo di storia viva di immigrazione. Il 30 aprile del 2010 veniva avviato dalla giunta francavillese del Sindaco Marziale, la procedura di gemellaggio per non dimenticare e ricordare quel triste momento della partenza di molte famiglie francavillesi alla ricerca di dignità, di vita e di speranze per un futuro. Un atto che fu ratificato nello stesso anno dall’attuale sindaco di Bioglio Stefano Ceffa. L’iter amministrativo si concluse nel 2015 con la ratifica da parte della Giunta guidata dall’attuale sindaco Franco Cupparo. Due comunità che la storia ha messo insieme quasi per caso, oggi diventate testimoni di come la laboriosità, il rispetto e l’impegno per i valori essenziali della vita possono incentivare le basi per un futuro di valore. Uomini e donne di coraggio che hanno affrontato con tutte le difficoltà dell’epoca un cambiamento quasi radicale degli usi e nelle costumanze ricevute nel loro percorso iniziale di vita francavillese. Protagonista di questa importante storia, (da lui stesso raccontata), è stato il francavillese Giovanni Donadio, che rientrato dalla seconda guerra mondiale non trovando una sistemazione lavorativa, maturò l’idea di tentare fortuna altrove. Il pensiero fu quello di fare ritorno in un paesello delle pre-alpi biellese, dove nel luglio del 1947, era stato ospite di una famiglia residente nella valle San Nicolao. L’attività di calzolaio fu la prima attività lavorativa svolta poter pagare le spese di vitto e alloggio offerta dalla famiglia che lo ospitò. Nel luglio del 1948 fu assunto in una delle diverse aziende tessili presenti all’epoca nel territorio: la ditta Albino Botto e figli, di Bioglio, lo inserì nel reparto tintoria, dove lavorerà per 12 ore al giorno dalle 18 alle 6 del mattino ininterrottamente per 33 anni. Circostanze ben raccontate anche dallo storico francavillese, Antonio Capuano, narrano di altri francavillesi che approdarono nel comune di Bioglio: Antonio Giordano, già sposato con Maria Cusumano da Caltagirone, lasciando la moglie con sua mamma, Angela Marrone, a Francavilla. PoiAntonio e Giliberto De Fino, Giuseppe Ciminelli, Mario Abitante, Prospero Negrone, con il cognato Nicola D’Agostino e sua sorella Luigia e l’intera famiglia.Poco tempo fu la la volta di Biagio Negrone, Giuseppe Costanza, la famiglia Breglia, la famiglia Bernardo. Un gemellaggio rafforzato ancora una volta il 27 aprile scorso con la presenza della statua della madonna di Pompei appositamente trasportata dalla chiesa di Francavilla in Sinni in quella di Bioglio con la presenza della banda “Salvatore Pisani” che ha accompagnato la statua in processione fino alla chiesa parrocchiale di Bioglio. Due comunità che hanno desiderato che la storica integrazione venisse rafforzata dalla devozione della Madonna di Pompei da sempre madre religiosa di tutti i francavillesi.

Oreste Roberto Lanza

 

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