Secolare festa raccontata attraverso la fotografia di Antonio Sansone

Ricorre quest’anno, a Matera, la 630esima edizione della festa della Madonna della Bruna. Ogni 2 luglio, dal 1389, la festa della Bruna rappresenta per i materani un appuntamento imperdibile, tra sacro e profano. La festa ha inizio all’alba con la processione dei ‘pastori’, durante la quale i fedeli portano il quadro della Vergine lungo le vie della città, e prosegue nel pomeriggio con la processione dell’effige della Madonna, posta su un carro trionfale di cartapesta trainato da muli. Il fastoso carro è adornato di scene raffiguranti episodi biblici. A fine serata, come da tradizione, viene assalito e distrutto dai fedeli, ognuno desideroso di portare a casa un pezzetto di quella creazione artistica, in segno di protezione.

Su questo evento, di portata storica, si sono cimentati storici e fotografi locali e non solo, per narrare, nei minimi particolari, l’emozione e la passione che produce questo importante appuntamento per tutta la citta dei sassi. Tra tanti, viene alla mente il libro fotografico di Antonio Sansone, 48 anni, sposato, due figli, lavora a Matera presso il Centro di Geodesia spaziale “G. Colombo”:“Il carro e la festa”. Una edizione in italiano e inglese, che racconta la festa dei materani e il “Carro” in maniera non convenzionale. Un documento fotografico che presenta 2 luglio a Matera partendo dal Carro. Un progetto editoriale per leggere il percorso del Carro in più dimensioni; la narrazione “artistica” del fotografo procede attraverso una serie di quadri tematici: il carro, il lavoro, la devozione, i personaggi… attraverso il tempo e lo spazio, la materia e la visione. Un libro che vuole individuare alcuni temi che fra memoria e attualità che possono idealmente rappresentare una città con i suoi problemi, le sue contraddizioni, le sue prospettive di sviluppo. Il percorso del carro è alla fine il percorso di tutta una comunità. Oppure il libro di Giorgio Cossù “la signora della cartapesta, l’effimero a Matera”.Presentato recentemente dall’autore. “Finalmente ho potuto sfogliare il risultato – ha sottolineato Giorgio Cossù - di un lavoro lungo e meticoloso che dall'inizio delle riprese ha richiesto un anno e mezzo e la collaborazione di tante persone prima di vedere la luce”. Un minuzioso lavoro sul campo che documenta lo stato attuale dell'arte della cartapesta a Matera, uno dei centri di riferimento di questa antica tecnica scultorea. L’autore ha seguito sin dagli inizi la realizzazione del Carro della Bruna.
Dalla costruzione della parte lignea alla decorazione e, infine, alla pitturazione, con attenzione ai dettagli, le immagini tracciano la crescita dell'opera per mano dei "Pentasuglia", storica famiglia di cartapestai. Scatti suggestivi con cui Cossù, fa rivivere in prima persona il ricorrente ciclo vitale del Carro Trionfale: nascita, gloria e distruzione. Questo percorso è immerso nel contesto culturale che rende il Carro unico: le tecniche costruttive, i luoghi, i personaggi, le processioni, i tempi, la scuderia, i muli e gli abitanti che, nel loro insieme, mantengono viva questa tradizione, nei secoli. La fotografia che rende viva il giorno più lungo, l’attimo fuggente della distruzione, detta dai materani lo Strazzo, del Carro trionfale in onore di Maria Santissima della Bruna. Uno scatto per rendere viva e lucida l’emozione di un rito collettivo di rinascita e di rigenerazione antichissimo, infatti per i materani al termine della festa del 2 luglio ricomincia un nuovo anno. Un bisogno di rigenerarsi o in questo caso di autorigenerarsi, perché con la distruzione del carro il materano ricominciava il ciclo della sua vita, ciclo annuale legato alla vita dei campi.

 

Oreste Roberto Lanza


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