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Dal 3 al 25 agosto poesia e libertà nel ’500 lucano

Si alza il sipario su Isabella Morra. L’edizione è la XXIX^ quella che si appresta a vivere Valsinni, in provincia di Matera, borgo medievale sospeso tra mare e monti: alle spalle del castello, sul monte Coppolo, nel territorio del parco nazionale del Pollino. Dal 3 al 25 agosto parte l’edizione 2019 de “L’estate di Isabella”, un "viaggio sentimentale” a ritroso nel tempo che coinvolge l’intero centro medioevale del paese, il quale si affaccia sulla riva del fiume Sinni, da cui prende il nome. È il luogo in cui, raccontano le pagine di storia, nel Cinquecento, visse la poetessa Isabella Morra, uccisa a soli 25 anni per una relazione con un nobile spagnolo osteggiata dalla famiglia.

A lei, alla sua breve esistenza e produzione poetica riscoperta da Benedetto Croce, è dedicato il Parco Letterario in cui la vita della giovane viene ripercorsa in versi e musica da menestrelli che accompagnano i visitatori per le vie del paese, in un suggestivo itinerario poetico che fa rivivere antiche atmosfere e riscoprire sapori autentici. Un viaggio nella poesia e nel sogno: atmosfere e suggestioni in una serata fuori tempo. Programma ricco e intenso tra spettacoli, mostre e visite al castello. Dal lunedì al sabato il Borgo racconta con “Viaggio multisensoriale tra voci e suoni dell'antica Favale”.accompagnati da menestrello e cantastorie di Ninì Truncellito e Mimmo Rago; la domenica alle ore 20,00, la Compagnia teatrale "Il Gafio" presenta “La Mandragola”di Niccolò Macchiavelli Riduzione e libero adattamento di Ninì Truncellito Regia Fabio Truncellito. In cartellone anche la mostra “L'arte militare nella Favale del '500", Armature, armi, e macchine d'assedio del XVI° secolo. Previste visite al Castello feudale e alla mostra: "Benedetto Croce da Napoli a Valsinni sulle orme di Isabella Morra". Poi i cenacoli sotto le stelle“Sapori delle terre di Favale allietati dai Menestrelli senza...re". Valsinni un bellissimo borgo. Dal Castello, aggrappato alla montagna, si vede il lungo corso del fiume Sinni ma il mare si può solo immaginare.

 

Oreste Roberto Lanza


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