Giovani aperti alla vita è il tema che il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana indirizza alla Chiesa italiana in vista della Giornata che sarà celebrata domenica 5 febbraio 2012 (clicca qui per leggere il programma). "Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell'esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del diver-timento fine a se stesso. I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni che tendono a soffo¬care l'impegno nella realtà e la dedizione al-l'esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per te¬stimoniare una cultura della vita" (dal Messaggio 2012). E' verso questa "cultura di amore alla vita" che la Commissione per la Pastorale Familiare e la Pastorale Giovanile di Tursi-Lagonegro vogliono indirizzare gli sguardi attenti degli adulti e quelli speranzosi dei giovani attraverso la Celebrazione della Giornata in Diocesi. Come ormai è consuetudine, il Vescovo convoca il Popolo della diocesi presso il Cineteatro "Columbia" in Francavilla in Sinni (PZ), alle ore 15.30, per un pomeriggio di preghiera, di riflessione e di condivisione. Per l'occasione sarà presente don Domenico Beneventi, Vice Responsabile nazionale del Servizio di Pastorale Giovanile, lucano, originario dell'Arcidiocesi di Acerenza, già parroco di Laurenzana. In vista della Giornata sono stati approntati dall'Ufficio Diocesano alcuni sussidi offerti ai catechisti e ai parroci e una veglia di preghiera da celebrarsi in parrocchia dal Centro di Aiuto alla Vita di Policoro (MT). Il tutto è su www.periodicodialogo.it. Un'occasione per rinnovare il comune impegno a servizio della vita, per rinsaldare le alleanze educative tra le diverse agenzie che operano sul territorio a servizio dei nostri giovani e per guardare con gli occhi di Cristo Maestro ai giovani ricordando loro che sono il presente e il futuro della nostra società, della nostra terra, afferma don Guido Barbella, Direttore dell'Ufficio della Pastorale della Famiglia.

Papa Benedetto XVI nell'omelia del 1° gennaio ha affermato: "«Educare i giovani alla giustizia e alla pace» è compito che riguarda ogni generazione, e, gra¬zie a Dio, la famiglia umana, dopo le tragedie delle due grandi guerre mondiali, ha mostra¬to di esserne sempre più consapevole, come attestano, da una parte, dichiarazioni e ini¬ziative internazionali e, dall'altra, l'affermar¬si tra i giovani stessi, negli ultimi decenni, di tante e diverse forme di impegno sociale in questo campo... La Chiesa, negli ultimi tempi, si è fatta inter¬prete di una esigenza che coinvolge tutte le coscienze più sensibili e responsabili per le sorti dell'umanità: l'esigenza di rispondere ad una sfida decisiva che è appunto quella edu¬cativa. Sfida perché voler educare e non solo istruire è una scelta. ...Assumersi la responsabilità di educare i giovani al¬la conoscenza della verità, ai valori fonda¬mentali dell'esistenza e alle virtù significa guardare al futu¬ro con speranza. E in questo impegno per un'educazione integrale, entra anche la for¬mazione alla giustizia e alla pace. I ragazzi e le ragazze di oggi crescono in un mondo che è diventato, per così dire, più piccolo, dove i contatti tra le differenti culture e tradizioni, anche se non sempre diretti, sono costanti... Solo una soli¬da educazione della loro coscienza può met¬tere i giovani oggi al riparo da tanti rischi e renderli capa¬ci di lottare sempre e soltanto contando sulla forza della verità e del bene. Questa educa¬zione parte dalla famiglia e si sviluppa nella scuola e nelle altre esperienze forma¬tive. Si tratta essenzialmente di aiuta¬re i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, a sviluppare una personalità che uni¬sca un profondo senso della giustizia con il rispetto dell'altro, con la capacità di affrontare i conflitti senza prepo¬tenza, con la forza interiore di testi¬moniare il bene anche quando costa sacrificio, con il perdono e la riconci¬liazione. Così potranno diventare uo¬mini e donne veramente pacifici e co¬struttori di pace".
Parole che vogliamo accogliere, fare nostre e riproporre con audacia quale orizzonte che renda tenace e credibile l'impegno della Comunità Cristiana nella storia, nella nostra storia, segnata da tante piaghe eppure aperta con fiducia alla certezza che è possibile aiutare a strutturare coscienze forti nei giovani della nostra terra. E' quanto dice don Adelmo Iacovino, Responsabile della Pastorale Giovanile di Tursi-Lagonegro, guardando già alla prossima giornata diocesana dei Giovani in programma al 31 marzo al Santuario di Anglona (Tursi).
"Il compito educativo è una vocazione che Dio affida ai genitori come prolungamento del suo amore. Occorre pertanto essere docili all'azione dello Spirito Santo in modo da accompagnare i figli nel cammino di maturazione umana secondo il progetto di amore che Dio ha per ciascuno di loro". Sono le parole di Franco Esposito e Anna Maria, coppia Responsabile della Commissione per la Pastorale della Famiglia di Tursi-Lagonegro.