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In Puglia aeroporto Virgin Galactic. La Basilicata si prepari al turismo di lusso

Sarà la Puglia ad ospitare il primo spazio porto italiano di Virgin Galactic per i voli del futuro, da quelli suborbitali capaci di collegare Roma e New York in un'ora fino a quelli per il turismo spaziale. Lo scalo, la cui costruzione nella Penisola è stata già annunciata da tempo, sorgerà nella zona di Taranto-Grottaglie, dove si trova l’aeroporto Marcello Arlotta. L’Enac ha reso noto di aver concluso l’iter di analisi per trovare la location più adatta. Il primo volo, riporta, potrebbe essere operato nel 2020. 0ltre a permettere alla compagnia di Richard Branson di portare i turisti nello spazio, l'aeroporto potrebbe essere impiegato dalle società aerospaziali per il lancio oltre l’atmosfera di piccoli satelliti e il test di nuove tecnologie per lo spazio.
Il presidente del Centro Studi Turistici Thalia Piero Scutari osserva che nell’ambito di queste ed altre prospettive la Basilicata può e deve giocare un ruolo di inclusione e di pianificazione riguardo segmenti di mercato turistici molto ricchi.  La Basilicata deve non solo iniziare a pianificare ed aver una visione a lungo termine dello sviluppo turistico, ma deve collaborare e sviluppare strategie d’insieme e di rete con le regioni di prossimità, passare da un ruolo passivo ad essere attivi e propositivi nel cercare di cogliere le opportunità che sempre di più si presentano. Ma – sottolinea Scutari – i soli sei alberghi lucani a 5 stelle contro i 116 a 3 stelle sono il primo segno di debolezza anche se complessivamente in Italia non abbiamo un’offerta adatta a questo tipo di turismo elitario, alla ricerca dell’esclusività, nonostante la grande competizione si concentra su questo segmento.

L’importanza del turismo di lusso come mercato non si limita alla sua crescita, continuata anche durante la crisi (+4,5% annuo nel periodo 2011/2015), o al giro d’affari che esso è in grado di muovere (poco meno di 300 miliardi di euro solo per alberghi e crociere). E’ anche e soprattutto dovuta al fatto che questo segmento è in grado di anticipare tendenze e comportamenti di consumo che riguarderanno, in un futuro non troppo lontano, il turismo nel suo complesso. Aumenta la richiesta di servizi turistici di lusso e si evolve andando a disegnare nuovi modelli per il consumatore finale.

Si parla di un segmento che esiste da sempre, una nicchia che nel tempo è cresciuta includendo più utenti ma che è pur sempre un qualcosa di circoscritto. Ad essere cambiata non è quindi al forma ma la sostanza; e per capire il discorso si deve ribaltare l’ottica partendo da ciò di cui l’utente ha bisogno. Il viaggiatore, anche nel campo del lusso, non va più alla ricerca di esperienze in stile Billionaire; ma si punta sempre su un qualcosa che lasci il segno, un ricordo indelebile, una vacanza che affondi realmente le proprie radici nel territorio per entrare a far parte di quella realtà vivendo anche esperienze particolari. Si parla non a caso di turismo esperienziale grazie al quale sperimentare percorsi, ad esempio, di benessere; di enogastronomia; viaggi di moda, shopping tour, architettura e chi più ne ha più ne metta. 

Un lusso quindi che è sempre meno legato a beni materiali o ad esperienze basate sull’apparenza e che invece mira dritto alla sostanza. Come nel caso del cibo, e si pensi ai tanti tour enogastronomici a contatto con realtà anche di un certo prestigio; alle visite a regioni con una grande tradizione culinaria vitivinicola; ai pranzi nei ristoranti stellati dei grandi chef.
Ecco, tutto questo oggi rappresenta il vero turismo di lusso; una proposta che nel tempo è cambiata perché a mutare sono stati i desideri dei cosiddetti luxury traveler, viaggiatori di lusso, stranieri. E ovviamente l’offerta ricettiva del made in Italy si è dovuta adeguare a questi standard andando a predisporre un’accoglienza personalizzata, sempre nel segno della qualità. La Basilicata – conclude Scutari  - non può continuare a sottovalutarlo.

 

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