“Quanto sta emergendo dall'inchiesta sul "petrolio" in Basilicata -anche all'esito della missione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti - ci restituisce una urgente necessità sul piano politico, emergendo chiare responsabilità dei vertici di una Regione sottoposta a forte stress ambientale qual è quello proveniente dall'intensità estrattiva”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa firmato da on. Filiberto Zaratti, Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, sen. Giovanni Barozzino, Senatore Sinistra Italiana e dall’on. Antonio Placido Deputato Sinistra Italiana.

“Tanto è vero – scrivono i tre parlamentari - che la Regione Basilicata non si è mai dotata di un Piano regionale di risanamento della qualità dell'aria, ai sensi del Decreto Legislativo 155, né ha mai approvato un Piano di tutela delle acque, come previsto dal Decreto Legislativo 152. La necessità e l'urgenza, che discende dalla medesima legge nazionale, di tali strumenti a livello regionale sono tanto più evidenti qualora si consideri che la compatibilità tra estrazioni petrolifere e salvaguardia del territorio non può prescindere da essi per qualsivoglia azione demandata al livello regionale.

La gravità di una simile inerzia è da porre in strettissima relazione con l'assenza di credibilità rispetto all'Arpab, sentimento che si è via via stratificato nelle coscienze dei lucani. La pessima gestione e direzione politica in ordine alla agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, in uno alla conclamata carenza di strumentazioni e personale adeguato, rende indifferibile il commissariamento della stessa. Chiediamo che senza indugio venga nominato commissario un luminare di comprovata esperienza internazionale.

Allo stesso tempo, fermo restando l'esito delle indagini, chiediamo che Eni (che avrà modo di difendere le proprie ragioni nel procedimento penale) riprenda immediatamente la propria attività alla luce delle prescrizioni o risultanze delle indagini - e quindi nel massimo rispetto della salvaguardia ambientale e tutela della salute – non riscontrandosi difficoltà tecniche affinché ciò accada e non essendo tollerabile il "ricatto occupazionale" a danno dei lavoratori”.


0
0
0
s2sdefault