Un terremoto di magnitudo 5 ha colpito la notte scorsa, all'1.05, l'area del Pollino, tra la Calabria e la Basilicata. Una scossa che ha rappresentato l'apice di uno sciame sismico che si protrae da oltre due anni e che ha registrato oltre 2.000 episodi. La scossa della scorsa notte ha causato la morte di un pensionato di 84 anni, deceduto a Scalea a causa di un infarto provocato dalla paura.  Gli effetti più evidenti del terremoto si sono registrati a Mormanno, dove è stato deciso di evacuare l'ospedale e di chiudere le scuole per due giorni, ed in altri centri come Laino Borgo, Altomonte e Rotonda.  A Laino Borgo è stata sgomberata una casa di riposo per anziani. A Mormanno l'impatto che si avverte arrivando in paese è quello con il terrore che ha vissuto e che continua a vivere la gente.  I segni del terremoto si notano già lungo la strada che collega Mormanno con l'autostrada Salerno - Reggio Calabria. Sull'asfalto sono tanti i pezzi di roccia staccatisi dai costoni laterali in seguito alla scossa di terremoto. La macchina dei soccorsi è in piena attività. A Mormanno si è svolta una riunione presieduta dal Prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, con i vertici delle forze dell'ordine e con i sindaci dei comuni danneggiati. Durante la riunione è stato fatto il punto della situazione e sono state decise una serie di iniziative per fronteggiare la situazione. Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha richiamato il personale libero da servizio in modo da poter attuare tutti gli interventi necessari. Con la luce del giorno inizieranno i sopralluoghi per avere una quadro completo dei danni.
Intanto, secondo quanto riferito dal presidente del parco del Pollino, Domenico Pappaterra, è atteso l'arrivo di una colonna mobile per la sistemazione nelle tende di una cinquantina di pazienti dell'ospedale, evacuati dopo la scossa. Sul posto sono arrivate anche numerose squadre di volontari della Croce rossa italiana, che sta operando in collaborazione con la centrale operativa del Servizio di urgenza ed emergenza medica 118 di Cosenza. Molte persone hanno trascorso la notte in macchina, fatto peraltro non nuovo negli ultimi mesi a causa delle scosse che hanno colpito ripetutamente la zona.


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