Nella drammatica vicenda del terremoto sul Pollino le notizie più preoccupanti non giungono tanto dai bilanci dei danni a persone o cose, tutto sommato contenuti, ma dalle dichiarazioni del capo della protezione civile Franco Gabrielli e dall’Istituto  Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Gabrielli,  dopo aver fatto visita a Mormanno, si è recato ieri a Rotonda incontrando il presidente della Regione Vito De Filippo per un sopralluogo alla zona colpita. Le sue parole durante la conferenza stampa, però, sono state chiare e senza scampo. “Voglio sottolineare che questo è un territorio sismico, il problema non è di sciame, ma bisogna continuare a tenere alta l'attenzione –ha detto-, dobbiamo evitare che quanto accaduto e il modo in cui la questione è stata affrontata ci facciano abbassare la guardia". "Come Protezione civile –ha poi aggiunto- monitoreremo lo stato della situazione per rispondere alle necessità che col procedere dei giorni dovessero manifestarsi. Altro capitolo sarà la riparazione del danno, per il quale va fatta una seria ricognizione di quelli che sono gli esiti di questo evento per essere pronti a gestire questa successiva fase. Vi rivolgo comunque un appello anche a verificare gli edifici non interessati dal presente evento, specie quelli strategici, i luoghi di culto che sono le strutture più critiche. Vorrei ricordare che nel 1997 i danni maggiori alle persone si ebbero con una seconda scossa che comportò crolli nel duomo di Assisi". Insomma il pericolo sisma nessuno può scongiurarlo e bisogna essere pronti a tutto. Tanto più che a confermarlo sono gli esperti dell’Ingv che per bocca di Gianluca Valensise, spiegano che “non si può dire se la zona colpita oggi dal sisma di magnitudo 5 può generare terremoti più forti, perché l'area è povera di informazioni storiche relative ai terremoti” per cui “rimaniamo col dubbio di capire se queste scosse possano preludere a una scossa più forte''.


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