CHIAROMONTE - È arrivato il momento di agire. Le chiacchiere ormai stanno a zero. Una richiesta più che legittima quella avanzata dal comitato civico “La nostra voce” di Chiaromonte, che da tre anni è sceso in campo per difendere l’ospedale “San Giovanni” dal depotenziamento. Quel depotenziamento “scientifico”, più volte sottolineato dall’ex sindaco di Francavilla in Sinni Antonio Amatucci, che ha ulteriormente impoverito e tolto dignità al territorio afferente al nosocomio. “Ora pretendiamo impegni precisi e soprattutto azioni concrete - ha ribadito la presidente del comitato Teresa De Santo nel corso di un’assemblea pubblica tenutasi sabato sera alla quale erano presenti molti sindaci dell’area, i consiglieri regionali Gianni Rosa, Michele Napoli e il candidato dei “Cinque Stelle” Antonio Mattia. Dal futuro governo regionale, pertanto, non accetteremo più promesse, ma una riforma vera dell’intero sistema sanitario della Basilicata che sia in grado di darci sicurezza. In questi anni- ha continuato- con tenacia, coraggio e senza alcun colore politico, abbiamo portato avanti una battaglia di civiltà, che ci ha fatti giungere fino al Ministero della Salute ed al presidente della Repubblica. Oggi, siamo orgogliosi di non aver mollato la presa perché stiamo lottando per difendere i nostri diritti e ci fermeremo solo quando il “San Giovanni” sarà riconosciuto come ospedale di area disagiata, visto che, alla luce di quanto contenuto nel Decreto Ministeriale n.70 del 2015, ne ha tutti i requisiti. Il nostro ringraziamento- ha concluso la presidente - va ai cittadini, sindaci e rappresentati regionali presenti che hanno condiviso la nostra battaglia, ma ci rammarichiamo invece, con chi ha ricevuto l’invito e ci ha completamene ignorati”.   

Egidia Bevilacqua