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Successo per la XXIV edizione dell'Agglutination a Chiaromonte

“È un concentrato di emozioni. Una scarica di adrenalina che ti scuote da capo a piedi e ti penetra fin dentro l’anima”. Massimo, giovanotto di appena 56 anni, è un accanito fan di “Agglutination” il festival heavy metal che per il 24esimo anno, ha tenuto banco a Chiaromonte.
“Ricordo bene la prima edizione- riprende- la tennero in Piazza Garibaldi. Arrivammo da Laurenzana con lo scassatissimo 127 di mio padre, che a momenti ci lasciava a piedi. All’epoca ero uno scapestrato, pochi pensieri e tanti capelli. Oggi, i pensieri sono aumentati ed i capelli sono diminuiti, ma l’entusiasmo è sempre al top, infatti, quest’anno sono ritornato con il Mercedes di mio figlio Antony al quale ho trasmesso questa meravigliosa passione musicale. Il mio grazie, pertanto, va all’organizzazione che ha trasformato un piccolo festival, in un evento rock, tra i più importanti e famosi del centro-sud italia”.
Può ritenersi pienamente soddisfatto Gerardo Cafaro, il direttore artistico di “Agglutination”.
La presenza di un migliaio di fan, dimostra ancora una volta che il festival non è inferiore ai macroattrattori. “Il prestigio e la qualità dell’evento è ormai d’altissimo livello- commenta soddisfatto- ed è riconosciuto anche all’estero. Quando siamo partiti, ventiquattro anni fa, avevamo pochissima esperienza organizzativa, ma via via abbiamo corretto il tiro perfezionandoci ed anche i gruppi che abbiamo ospitato, sono il top della scena internazionale. Rispetto a prima- conclude- quello che oggi temiamo sono le condizioni meteo, in quanto la pioggia potrebbe rovinare un immane sacrificio, anche economico”.  
A fare da apripista, le grigiastre sfumature dei “Rome in Monochrome” vincitori del contest nazionale, seguiti dai doom/heavy metallers campani “Circle of Witches”, mentre, con un sound tanto malvagio, quanto dinamico, le sonorità offerte dal festival lucano sono state tinte di nero dai pugliesi “Ad Noctem Funeriis”. Meno sinistri e più tradizionalisti invece, i suoni proposti dalla band abruzzese dei “Whitchunter” che oggi rappresenta una solida realtà nel panorama metal underground.
Graditissimo ritorno per i liguri “Necrodeath” con la loro musica che ha unito elementi provenienti dalla tradizione black e dalle sonorità più thrash metal e per i lombardi “FolKstone” il cui sound heavy/folk metal, ha regalato emozionanti scorribande intrise di energia e tradizionalismo.
Il sipario cala con la storica death metal band olandese dei “Pestilence” che ha proposto un’incursione nel proprio passato musicale con l’“Exclusive old school set”, ma ad incendiare il palco sono stati i “Death SS”, un’autentica leggenda tricolore, con uno show esclusivo, graffiante ed esagerato per festeggiare il lancio del nuovo episodio discografico “Rock’n Roll Armageddon”.


Egidia Bevilacqua

 

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