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Alvaro Soler nel concerto evento della Madonna Nera di Viggiano, patrona di Lucania

 

Domenica 2 settembre prossimo si festeggia la Madonna Nera del sacro Monte di Viggiano. Patrona delle genti di Lucania. Una ricorrenza fatta di tradizione, emozione e passione. Ogni anno, la terra di Lucania ricorda con devozione, nella prima domenica di maggio e successivamente nella prima domenica di settembre, l’immagine sacra della propria venerata.

I festeggiamenti prevedono come ogni anno il grande concerto. Quest’anno sarà  il cantautore spagnolo Alvaro Soler il protagonista dei festeggiamenti in occasione della Festa della Madonna a Viggiano martedì 4 settembre alle ore 22:00 in piazza Papa Giovanni XXIII. Ad annunciarlo lo stesso sindaco, Amedeo Cicala, in un post su facebook. “Questa volta non è uno scherzo”. Prevedibili grandi numeri visto l’ingresso libero. E per il re dei tormentoni estivi “Sofia”, “El mismo sol” e il recentissimo “La Cintura” già si prevede il tutto esaurito. Un concenrto evento, visto che è la prima data con ingresso gratuito che si tiene in Italia, le altre, saranno tutte a pagamento e in grandi città, come Roma e Milano, tanto per citarne alcune. Il giorno prima invece, lunedì 3 settembre, si esibirà in concerto Serena Autieri e la sua orchestra sul grande palco allestito in piazza Papa Giovanni XXIII.

La prima domenica di maggio una processione solenne porta la statua dalla Chiesa di Viggiano, in provincia di Potenza al santuario sul sacro Monte, posto a 12 km dal centro abitato e aun’altitudine di 1725 metri. La prima domenica di settembre, con un percorso inverso la statua torna dal sacro Monte alla Chiesa Madre di Viggiano. Un momento religioso di ampia portata storica quello della Madonna nera, Patrona della Basilicata, raccontato da storici come Giovanni Colangelo (“Il Santuario di Viggiano” 1984), Nicola Tommasini (“Lucania sacra”) e Giovanni Tramice(“La Madonna di Viggiano nella storia delle genti di Lucania e nella storia del sentimento cristiano dell’occidente” 1995) evidenziandone di come il culto dell’immagine della Madonna era già molto diffuso nel XVI secolo. Si racconta di come l’usanza di traslare la statua della Vergine da Viggiano alla montagna soprastante deriva, da un fenomeno miracoloso. La statua, al termine dei lavori di costruzione della Cappella sul Monte, sarebbe stata trasportata da una forza invisibile a Viggiano, dove fu eretta per questo la Chiesa Madre. Ma la successiva domenica di maggio la Madonna si sollevò e tornò in cima al Monte, a significare la sua volontà di rimanere per una parte dell'anno nel paese e per alcuni mesi sul Sacro Monte. La storiariferisce di come, durante un assedio dei Saraceni,i fedeli nascosero sul monte sovrastante Viggiano la statua lignea della "Madonna Nera", sottraendola alla mano degli infedeli. Molti secoli dopo, fra il XIV e XV, dei pastori notando sul monte delle lingue di fuoco ritrovarono la statua della Madonna. La tradizione popolare individua il luogo del ritrovamento in una buca che si trova esattamente dietro l'altare della Cappella che oggi ospita la statua della Madonna da maggio a settembre. Una volta ritrovata, la statua della Madonna fu portata a Viggiano e collocata in una piccola cappella denominata S. Maria del Deposito, in seguito Chiesa Madre di Viggiano, consacrata nel 1735. Nel 1890, papa Leone XIII incoronò la Madonna del Monte di Viggiano "Patrona e Regina" della Lucania. L'investitura fu ribadita da papa Paolo VI nel 1965. Molti gli interventi di

 restauro subiti nel corso dei secoli. Il volto scuro e il busto sono precedenti al resto. Una particolarità della statua è costituita dal fatto che sia la Madonna sia il Bambino ha entrambi in mano un globo, la Madre nella mano destra e il figlio nell'altra. Come si apprende dalle pagine di storia, il pellegrinaggio riveste un momento solenne e ricco anche di aspetti di profonda devozione. Nel pomeriggio del sabato la Madonna Nera, accompagnata dagli stendardi e dai fedeli e dalle autorità civili ed ecclesiastiche, è spostata dalla Chiesa Madre di Viggiano alla Cappella di San Sebastiano dove, fino alle 6 del mattino seguente, sarà vegliata dalle donne del paese che alterneranno recitazione di preghiere e invocazioni al canto.La mattina della domenica, la statua parte per il lungo cammino del pellegrinaggio verso il sacro Monte che attraversa Viggiano ed esce dal centro abitato sugli antichi tratturi.Il corteo è aperto da due portatori che sostengono ciascuno una lunga pertica con bandiere bianche con ricami dorati, nastri e fiori. La statua della Madonna è collocata in un’antica teca che è issata con due lunghe travi. I portatori sono organizzati in diverse squadre di 12 uomini per potersi dare il cambio durante il percorso accidentato e fortemente inclinato. Lungo la "strada della Madonna", così è stato chiamato il percorso del pellegrinaggio, sono dislocati 8 "poggi". Basi costruite appositamente per poter poggiare la Madonna e consentire ai portatori di riprendere le forzeconmomenti di sosta in cui porgere alla Madonna l'omaggio d’invocazioni e preghiere accompagnati con il canto e le sonate delle zampogne e delle ciaramelle.La parte finale del percorso si inoltra in un vecchio tratturo nel bosco, impervio e faticoso. Qui per i portatori lo sforzo è enorme, la Madonna avanza con cambi di portatori molto ravvicinati, i fedeli incitano i portatori con acclamazioni alla Madonna ed è uso raccogliere, lungo il percorso del pellegrinaggio, ciottoli da trasportare e poi depositare lungo la via in prossimità del santuario. Quando dalla cima del monte, all'altezza della Piana Bonocore, si vede il corteo con la Madonna inerpicarsi sull'ultimo tratto del tratturo cominciano a scoppiare fuochi d'artificio per accogliere e festeggiare la Madonna e il suo seguito. L'arrivo della statua alla piccola chiesetta che attende con le porte aperte segna un momento intensissimo: è tradizione che i soli portatori entrino per primi e sfoghino la loro gioia e fatica davanti alla Madonna a loro affidata. Il finale ancora più emozionante. Molti appoggiano, vicina alla teca della madonna,  una immaginetta, un fazzoletto, un fiore da riportare a casa per assicurarsi la sua protezione. Con l’arrivo della Madonna nera nel proprio santuario i Lucani sanno di prepararsi alla stagione autunnale e invernale. Il ciclo delle feste e delle ricorrenze storiche e gastronomiche è giunto alla sua conclusione. Si ritorna nelle proprie località per pensare al nuovo anno con la speranza di essere prodigo di un futuro migliore. 

Oreste Roberto Lanza

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