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Cultura e gastronomia si incontrano alla pizzeria DaZero: un nuovo contenitore culturale per Matera

 

Impasto particolarmente idratato poco sale poco lievito e più ore di lievitazione sono il segreto della consistenza e del gusto della pizza di DaZero, ma la rivelazione della serata di degustazione del 27 settembre, non è stata solo la pizza in sé ma i condimenti e i prodotti tipici cilentani e lucani accostati ad essa. A pochi passi dalla Piazza di San Pietro Caveoso, nel cuore dei Sassi di Matera, giovedì scorso la pizzeria DaZero si è trasformata in un luogo d’incontro non solo all’insegna della convivialità, ma in cui la più autentica tradizione Lucana si è fusa con quella del Cilento, dando vita ad un prodotto finito nuovo e ad una proposta gastronomica originale. “Un nuovo tassello è stato aggiunto al protocollo d’intesa tra Cilento e Basilicata” è quanto è stato affermato da Pietro Forte Presidente del GAL di Casacastra presente alla serata in compagnia del vicesindaco di Matera Nicola Trombetta. “Tra Basilicata e Cilento sono tante le connessioni gastronomiche e culturali ed è nostro intento farle emergere. Oggi grazie a DaZero gustiamo l’espressione culinaria di questo legame, ma uno dei nostri prossimi obiettivi è quello di attuare il protocollo  anche attraverso una Mostra che speriamo di riuscire ad organizzare presto e che possa raccontare delle nostre affinità, dei nostri parchi, delle nostre tradizioni, del nostro immenso patrimonio culturale, riconosciuto dall’Unesco”. Durante la degustazione, magistralmente organizzata e condotta da Giuseppe Boccia, socio della pizzeria DaZero e da Maria Teresa Scarpa, manager della società, la cura nella scelta dei prodotti offerti agli ospiti non è passata inosservata,così come è apparso chiaro quanto il rapporto diretto con i produttori abbia fatto la differenza nel progetto ed abbia assicurato non solo eccellente qualità ma anche genuinità certificata degli ingredienti proposti. Raccontare un Territorio attraverso i suoi frutti è un proposito che richiede impegno, portare a tavola due Territori attraverso il solo sapore di una pizza e nel rispetto di una sana abitudine alimentare è un impresa ardua ma,considerato il successo riscosso, assolutamente riuscita per il team, ancor più, alla luce del risultato ottenuto: una pizza d’eccellenza realizzata con prodotti tipici lucani e cilentani e di qualità,così come evidenziato anche dai presidi Slow Food coinvolti. Ambiente caldo ed accogliente, spazi luminosi e personale cortese hanno fatto da cornice alla serata e all’elemento cardine del locale: il forno, luogo in cui il progetto cilentano prende forma e vicino al quale abbiamo incontrato Giuseppe Boccia.

Come nasce l’idea di portare il Cilento in Basilicata, nello specifico a Matera?

Culturalmente ci siamo sempre sentiti molto vicini alla tradizione lucana ed è principalmente per questo che abbiamo pensato di creare qualcosa che potesse unire le due tradizioni. Inutile negarlo, quale momento migliore se non questo che vede per il 2019 Matera capitale della cultura.

Le materie prime spesso rappresentano una sorta di carta d’identità per un locale di questo calibro, quanto è importante investire sulla loro qualità?

È importantissimo. Per questa ragione abbiamo volutamente scelto fin da subito di ricercare le migliori sul mercato senza risparmiarci, in alcuni casi investendo anche su quelle meno conosciute., purché di qualità. Tanti prodotti che oggi usiamo abitualmente pensa all’inizio non erano conosciuti bene neanche nel nostro territorio. Per noi è stato importante riscoprirli farli conoscere prima dalle nostre parti e poi portarli in giro per l’Italia.

 

La tradizione grazie al vostro progetto si rivela attraverso il gusto. La pizza più rappresentative della vostra offerta gastronomica?

Sicuramente la pizza fritta cilentana, offerta volutamente anche questa sera in chiave però più articolata. Generalmente è più semplice. Un disco composto dallo stesso impasto della pizza invece di essere infornato viene fritto e poi condito semplicemente con del pomodoro cotto lentamente insieme ad un po’ di olio e basilico e rifinito con una grattugiata di cacio ricotta di capra.

Investire sulla ristorazione da molti oggi viene considerata un’impresa coraggiosa, la vostra nuova avventura tra Cilento e Basilicata la definiresti tale?

Noi siamo tre soci e prima di iniziare questa avventura facevamo tutti e tre lavori completamente diversi. Ci ha unito la passione per la pizza, al punto che abbiamo pensato di produrla. L’idea è nata per gioco,poi forse si, abbiamo avuto sicuramente anche coraggio ma l’impegno è stato tanto fin dal principio e probabilmente è stato questo ad essere maggiormente ripagato. Nella sintesi tra Cilento e Basilicata ci crediamo molto. È un’idea che secondo noi lega un po’ come la pizza.

Cosa rappresenta per te la pizzeria DaZero?

Non è sicuramente solo pizza. Per noi è un contenitore culturale dove nostro intento è anche quello di organizzare eventi gastronomici, formativi, ma anche musicali. Personalmente è la mia vita, una missione. È passione e orgoglio. 

Silvia Silvestri

 

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