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Giuseppe Petrarca con ‘L’avvoltoio’, un giallo con il volto del reale

Il Commissario Lombardo è morto o si è salvato dall’ennesima indagine dove, alla fine ha dovuto difendere se stesso dai sicari dell’Organizzazione che volevano la sola morte dell’Avvoltoio? Nel corridoio dell’Ospedale in penombra Carla il suo grande amore, ripiegata su stessa continua a piangere e pregare. Non sarebbe più andata via, l’avrebbe aspettato. Torna il Commissario Lombardo con la sua indagine, il suo intuito infallibile, la sua esperienza per soccorrere il suo amico Filippo Nicosia, questore di Catania, per un’indagine complessa.

Ma torna lo scrittore o meglio il giallista napoletano Giuseppe Petrarca con una nuova indagine. Il titolo deciso e secco “L’Avvoltoio” edito da Homo Scrivens. È la nuova indagine di Cosimo Lombardo, ritornato in Sicilia per un momento di riposo o forse meglio di riflessione, dopo una vita di impegno dedicata all’attività investigativa al Nord. Giuseppe Petrarca come nel suo ormai consolidato stile di autore di racconti e romanzi gialli, con argomento poliziesco specialistico, il medical thriller, offre al lettore un racconto ben scritto che si lascia leggere da solo. La morte o il suo semplice pensiero non sempre aiuta a vivere. Appunto quello che succede ad un certo punto al protagonista principale, che si rifugia nelle attenzioni di Lombardo per confessare tutto quel putridume che aveva creato nel suo percorso professionale, rendendo la sua vita privata un qualcosa senza alcunché di significato.

Lombardo dall’alto delle sue capacità comprende subito che la confessione nascondeva il solo atto di pentimento, determinato dalla concreta paura di morire per mano dell’organizzazione. Una morte molto vicina e che alla fine del racconto coinvolgerà direttamente Cosimo Lombardo. È un racconto avvincente che possiede l’arma infallibile del suscitare un trasporto emotivo forte con attimi e momenti veramente da giallo di gran levatura. Tanti i protagonisti di questa lugubre vicenda legati ad argomenti di piena attualità. Un racconto che rispetta il meccanismo particolare della stesura. Un giallo come un gioco ad incastro. Una specie di puzzle, o meglio ancora un mosaico. Petrarca, con grande disinvoltura, prepara le tessere occorrenti per iniziare il racconto. Quando tutti i pezzi sono al loro posto procede ad ordinarli ed incastrarli secondo il quadro che lui vuole ottenere, inserendo le opportune zone d’ombra e di luce. L’autore evoca atmosfere, senza indugiare troppo prosaicamente sui particolari. È un giallo da non perdere, da leggere nel silenzio del proprio studio o sotto il cielo di una serata estiva in modo tale che il silenzio possa trasportare il proprio pensiero sul luogo del delitto e seguire in maniera reale l’indagine con Cosimo Lombardo.


Oreste Roberto Lanza
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