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Da Spartaco a Garibaldi – Storie di popoli tra il Tirreno e lo Jonio. L’ultima fatica della Colangelo

“Da Spartaco a Garibaldi – Storie di popoli tra il Tirreno e lo Jonio”. È l’ultima fatica storica- culturale della professoressa Elisa Conte Colangelo. Si potrebbe dire che l’ennesimo lavoro dell’autrice è impregnato da sentimenti vivi e profondi di orgoglio e passione. Leggendo queste ennesime pagine di storia di alta qualità, vorremmo di dire ad alta voce che ci troviamo di fronte ad un storico della Valle del Sinni. Probabilmente una vera donna di storia. Una pianta ormai da tempo robusta, che affonda le proprie radici in un tempo a tanti, forse molti, che non conoscono le vicende storiche dei territori della Valle del Sinni. La verità estrema è anche quella che molti non leggono, non sanno leggere e tanti, ma proprio tanti, non danno importanza allo studio delle proprie radici. Vivono il tempo semplice dell’apparenza sapendo di non sapere e soprattutto di non voler sapere. La conoscenza porta all’emarginazione a essere minoranza.Ma di questo la professoressa Colangelo pur consapevole lotta all’ultimo respiro per insinuare la conoscenza storica di questi interessanti territori soprattutto nei giovani facendo entrare il profumo della lettura soprattutto nelle scuole. Come si dice l’uomo è la vera memoria storica e di esso vanno ricordarti e non dimenticati i passaggi, i pensieri e le opere create a interesse della collettività futura. Un libro letto tutto di un fiato, perché semplice,fluido, scorrevole che accende l’interesse a capire e conoscere cose e vicende sfuggite alla nostra attenzione o forse mai raccontate nei banchi di scuola.È una testimonianza vera e palpitante. Un contributo intellettuale onesto che va nella direzione di restituire a noi meridionali, in particolare a noi Lucani ed in ispecie agli episcopioti, l’orgoglio di essere una civiltà di grande intelligenza, di grande spirito di sacrificio dove tante volte siamo stati abbandonati ad un destino incerto e ingiusto perché non guidati da un serio e sereno accertamento dei propri meriti.È vero, l’inchiostro messo su queste pagine ha l’ambizione di continuare a stimolare i giovani, ma anchei non più giovani e i maturi a cercare l’attenzione sulle vicende che si sono svolti in questi venti secoli raccontati tra lo Jonio ed il Tirreno Lucano. Ha ragione la giornalista Beatrice Volpe, nella prefazione, quando dice che: Elisa Conte ha affrontato una prova davvero impegnativa guidata dalle due passioni intellettuali che hanno segnato la sua vita: l’amore per il sapere e l’affezione per la sua terra, il suo paese”. Non è un testo di storia ma molto di più. Dalla Magna Grecia fino all’Unita d’Italia è un viaggio impervio, con tanti ostacoli ma ben raccontati a parole semplici dall’autrice lasciando al lettore di comporre liberamente le proprie opinioni dopo aver appreso i singoli fatti ben documentati. Passaggi storici ben allineati nei tempi. I passaggi dei Longobardi e i Bizantini. L’arrivo dei Normanni e gli Svevi con le circostanze dedicate ai monaci cistercensi. I Cistercensi nella Valle del Sinni sono da leggere perché qui viene raccontato e documentato della Certosa di San Nicola costruita in contrada Eliana a Francavilla In Sinni. Al tempo chiamata “Villafranca” – franchi e liberi da ogni angaria e parangaria. L’ordine dei Templari su cui l’autrice con tre indizi a far da prova indica una probabilità quasi certa del loro passaggio anche nel territorio di Episcopia. Tra luce e ombre la professoressa Colangelo racconta i Borboni nel regno di Napoli. Le verità documentate sul Regno delle due Sicilie. la storia dei Briganti ma soprattutto delle donne brigantesse. Dalla grande Michelina De Cesare, Filomena Pennacchio, Maria Oliverio detta Ciccilla alla Francavillese Serafina Cimminelli, donna del Brigante Antonio Franco. Il capitolo sulla Massoneria in particolare ad Episcopia, già raccontata dalla scrittrice locale Teresa Lanziano, è un ulteriore chiarimento e approfondimento su vicende ad esso legate. “Raccontare la storia – sottolinea la professoressa Colangelo – è sempre attuale per mantenere i legami con il passato, poter comprendere il presente e programmare il futuro. Naturalmente è importante il modo come si racconta” Un libro che ha una particolare non subito colta da tutti. Un libro strutturatocome un’antologia. Per chi vorrà fare degli approfondimenti su un certo periodo storico dall’indice potrà cercare il periodo storico particolareggiato da approfondire. Un libro che lascerà un segno ben preciso nella comunità di Episcopia. Certo la sensazione che si aggira nel paese di voler mettere in disparte questa vera intelligenza fa senso e alcune volte spaventa. “Noli me tangere” è scritto sul Castello di Lauria al tempo di proprietà di Riccardo Di Lauria nominato da Federico II il Giustiziere della Basilicata. Non toccare la cultura e la storia. Non toccare chi sa ben raccontare con passione la storia delle proprie radici e identità. Sarebbe un atto di viltà che non tornerebbe utile a chi pensa solamente alle utilità economiche o di apparenze, che proprio la storia ha identificato come elementi da cui sono venute le grandi rivoluzioni del secolo passato. Leggere fa bene all’animo, ascoltare fa bene alla memoria, ricordare è utile per non sbagliare. Elisa Colangelo concede ancora una volta una testimonianza di riflessione per chi veramente sa capire.

Oreste Roberto Lanza

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