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A Luce Fioca, la pubblicazione horror di Salvatore Napoli

 

Ci siamo dati appuntamento nella nostra redazione, in un tiepido pomeriggio di ottobre. Salvatore arriva, abbastanza accaldato, dopo una lunga camminata. Ci accomodiamo su due comode poltrone, ed iniziamo a chiacchierare su questa sua pubblicazione. Avremmo voluto farlo di sera, in un ambiente a… “Luce Fioca”, ma va bene anche così (scherzo ovviamente). Cinque storie cupe, angoscianti, macabre, ambientate per lo più nelle strade del centro storico. Il libro è stato patrocinato dall'associazione socio assistenziale e culturale "La Rete Onlus", con un ringraziamento particolare a sua madre Pina, il cui sostegno ha reso possibile la pubblicazione dell'opera, insieme alla zia Angela, che ha svolto il prezioso lavoro di correzione delle bozze. «Questa pubblicazione è nata in un periodo posteriore a quella in cui ho scritto i racconti, - ci spiega Salvatore - in quanto i racconti che sono contenuti nel libro, nascono slegati inizialmente, poi ho notato un filo conduttore che legava tutta questa produzione di racconti brevi ed ho deciso che sarebbe stato bello fare qualcosa di più organico, in un antologia in cui sono racchiusi questi racconti».

“A Luce Fioca”, come mai questo titolo cosi imbevuto?

«E’ semplicemente un consiglio ai lettori di leggere questi racconti in ambienti poco illuminati, a luce  fioca appunto, perchè rendono di più il genere horror, thriller, che non sono molto idilliaci».

Sono alcuni racconti  tutti a sfondo horror. Da dove nasce questa tua passione?

«Penso che sia nata con me, fin da bambino mastico l’horror, sia di letteratura che di cinema. Ricordo per esempio con piacere un episodio a scuola, dove la maestra a fine anno scolastico ci faceva scegliere o il libro delle vacanze, oppure un libro da leggere a nostra scelta. Io, ovviamente, vedendo il libro delle vacanze abbastanza schematico, sceglievo altro. Comprai così il mio primo libro di horror per ragazzi. Avevo all'incirca sette anni. Penso che sia insita nel mio mondo interiore».

Ci hai raccontato anche di un regalo da parte di tua madre.

«Si è vero, a undici anni mi regalò uno dei film da me preferiti, “Psycho”, perchè avevo ottenuto ottimi risultati a scuola. E’ un aneddoto che fa capire come un genitore può essere anche preoccupato da certe tendenze del figlio, però in un certo senso l’ho visto come un incoraggiamento a proseguire su questa strada  a livello letterario. Penso che mi abbia aiutato molto anche l’incoraggiamento di mia madre, della mia famiglia».

Dove si può acquistare il tuo libro?

«Si trova innanzitutto su lulu.com, il sito che ha gestito la pubblicazione. Poi tra qualche settimana è possibile acquistarlo anche su Amazon e altri canali web. Oppure da me direttamente».

Claudio Sole

 

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