Poche pagine per raccontare delle folate nella storia politica di quarant’anni fa

Sono appena ottantanove pagine, un pamphlet da leggere tutto di un fiato. È fresco di uscita, il libro del giornalista Antonio Padellaro, “Il gesto di Almirante e Berlinguer” edito da Paper First. Pagine per parlare di fatti e di due politici perbene: Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer. S’incontravano per quattro o sei volte tra il 1978 e il 1979. Il luogo prescelto era una stanza, accanto alla commissione Lavoro, all'ultimo piano di Montecitorio. Si vedevano preferibilmente nel deserto parlamentare del venerdì pomeriggio. Soltanto quattro uomini ne erano a conoscenza, di cui tre sono morti. Un solo testimone è ancora vivo: si chiama Massimo Magliaro, all'epoca era il portavoce di Almirante e il capo ufficio stampa dell'Msi. Almirante e Berlinguer avevano deciso di scambiarsi informazioni riservate. Poche pagine per raccontare delle folate nella storia politica di quarant’anni fa e nei suoi drammi, ma utili all’autore, per tenere il “suo” filo del discorso. Colloqui che si innestano in un periodo storico, pieno di sangue umano, della storia della nostra nazione. Il periodo in cui si avvicendarono tre papi, tre presidenti della Repubblica. Giovanni Leone, travolto dall’ostilità del PCI che assecondò l’onda protestataria seguita allo scandalo Lockheed permise, a sorpresa di far salire al Quirinale Sandro Pertini. Il 6 agosto muore Paolo IV, un conclave lampo elegge Albino Luciani che muore misteriosamente dopo 32 giorni. L’assassinio di Aldo Moro, la strage di Bologna, la scoperta della lista degli appartenenti alla P2. Questa l’epoca dei colloqui dove è rimasto sconosciuto il contenuto. Proprio qui Antonio Padellaro ammette una verità dolorosa, soprattutto per chi ha lavorato una vita nei giornali: noi giornalisti non abbiamo mai saputo nulla di quei incontri. Due uomini, due grandi politici che hanno come principale strumento di lavoro la parola, ma che decidono di non fare parola, mai e per nessuna ragione sulle loro confidenze. “Poiché, soltanto l’assoluta riservatezza - scrive Padellaro - avrebbe potuto, nelle loro intenzioni, produrre qualcosa di buono per il loro paese. Pensate ora al frastuono che oggi accompagna ogni inutile sospiro della politica che ci circonda”. Un libro che racconta colloqui dove alla fine resta soltanto un meraviglioso gesto politico un modo nobile di intendere la politica di cui oggi, nell'era dei social e dell'insulto mediatico, non rimane più traccia. Un libro da leggere e conservare nei propri archivi storici

Oreste Roberto Lanza


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