logo bn ultimo

 

Un mondo virtuale con cui bisogna interagire con molta consapevolezza e attenzione soprattutto per i minori

E se spegnessimo Facebook? Se pensassimo, definitivamente, di vivere una vita normale, essenziale, senza essere fagocitata e sottodimensionata da quella digitale? Domande importanti, quesiti rilevanti, una giusta riflessione rivolta alla nostra contemporaneità che vive una felicità che appare sempre più surrogata, sottodimensionata e a volte inesistente tanto da portare, nei casi estremi, alla morte. Un viaggio introspettivo, quello della scrittrice lucana, di Latronico, Anna Conte, con il pamphlet “La vita su un Like - confessioni di una funambola” edito da Progedit, dove l’obiettivo primario è quello di spiegare come realizzare la propria individualità e raggiungere una dimensione più profonda, che non sia incoraggiata dalla logica collettiva, omologata e volta alla conservazione dell’uniformità.

“Quante volte non telefoniamo ad un amico perché, vedendolo ogni giorno su Facebook, non ne sentiamo la mancanza? Un meccanismo che invece di avvicinarci ci allontana”. Dice a chiare lettere l’autrice lucana. Molte volte si accede alle varie piattaforme social per curiosare nella vita degli altri per parlare con un amico che guarda caso abita a due passi da quella propria. Per non parlare dell’amicizia virtuale che viene richiesta. Scrive Anna Conte: “grazie per l’amicizia e se ti azzardi a dire benvenuto tra i miei amici, hai passato un guaio perché cominciano con le lusinghe e gli apprezzamenti (complimenti sei bellissima)”. Un libro intrigante, pieno di riflessioni dove l’autrice lucana ci conduce verso il giusto sentiero, utile per riappropriarsi della vita evitando inutili e fastidiose contaminazioni senza senso, ferite che vengono prodotte da qualcuno dietro ad uno schermo.

Una grande provocazione, visti i tempi oscuri, pieni di oblio, costretti a vivere nel virtuale di emozioni e passioni mascherate, dove, addirittura, si è in pericolo anche per furti di immagini e pensieri propri. Un mondo virtuale con cui bisogna interagire con molta consapevolezza e attenzione soprattutto per i minori. Sono pagine libere, semplici, dove ogni goccia di inchiostro indica un percorso chiaro. Ma il pensiero predominante dell’autrice è scritto a pagine 110:“la conoscenza di tutto ciò che ci circonda è fondamentale, dobbiamo esserne consapevoli, ma dobbiamo riuscire a mantenere sempre vivo il contatto con il mondo reale”. Del resto andare al cinema, scattare una foto, leggere libri di grande emozione ci permetterà di ritagliare spazi che siano solo nostri, che ci consentano di ritrovare noi stessi e godere della libertà. Per dirla con l’autrice lucana: “dobbiamo tornare a vivere”.

 

Oreste Roberto Lanza


ULTIMI ARTICOLIPIU' LETTITAG POPOLARI

sponsor

Sponsor