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«Dietro le quinte», Francesco Serio, racconta il lavoro invisibile e impegnativo dell’impresario di eventi

“L’impresario non vorrebbe sbagliare mai, ma a volte è già sera e i suoi occhi sono fissi su una piazza,ansimanti, il pensiero in alto non su un cielo trapuntato di stelle, ma gonfio di nubi, le orecchie tese all’ascolto di lontani suoni di un temporale sempre più vicino”. Sono parole dell’attore lucano, il lauriota Rocco Papaleo che nella prefazione ben sintetizza il contenuto del libro di Francesco Serio, nato a Polla, ma vissuto per molti anni a Moliterno, “Dietro le quinte” edito da Morgan Miller edizioni. Non è un libro, ma come dice bene l’autore.” una chiacchiera passeggiando con amici, semplici, elementari, a volte fanno quasi sempre sorridere e pensare”. Sfogliando le pagine di questo pamphlet, si avverte forte il desiderio, da parte dell’autore lucano, di far posto a questi racconti di vita professionale su foglibianchi e magari lasciarli lì, proprio come si lascia una confettura nelle credenze.L’inchiostro dell’autore è un’arma semplice e sottile che ha il fine di raccontare storie ed eventi che nascono e vivono dietro le quinte di un uomo che ha scelto di fare un mestiere molto difficile: l’impresario di eventi, spettacoli e manifestazioni teatrali.Una vita con un telefonino sempre acceso, con poche ore di sonno, mangiando male consumando birra e corde vocali per spiegare ciò che non si può. Una vita umana e professionale che ti porta a correre in tutte le parti d’ Italia. La si attraversa ma, come dice Serio “ma non la si guarda mai”. L’impresario è quello che organizza un concerto, ma poi non lo vede mai perché appena finito rincorre l’artista e il comitato per i pagamenti di rito. L’artista, l’attore, il musicista diventa un prodotto che fa perdere il senso della realtà. Un libro autobiografico per raccontare di sé e di quell’unico sbocco di vita che riuscì a cogliere insieme un amico chiamato Maurizio.Da musicistaa impresario con un desiderio di volere qualcosa in più senza, però, chiudere con il mondo musicale che appare a tanti un luogo di fascino unico e particolare. Circostanze, momenti positivi e negativi menzionati ed elencati vissuti in prima persona dall’autore per raccontare un modo di vivere diverso dal solito con la infinita frenesia vista dalle camere di pensioni, da stanze da alberghi o nei ritrovi degli artisti stessi. I Mini tour in Emilia Romagna, in FiguliVenezia Giulia, Firenze fino a Trieste per suonare in una villa maestosa per una festa privata e ricevere per la prestazione una somma diversa probabilmente da quella concordata. Racconti di un mondo che permette di conoscere persone speciali, intelligenti ma anche individui che cercano di fregare il prossimo. Un lavoro fatto di imprevisti che tante volte raccontano un lieto fine. Quello del 13 giugno per la festa di Sant’Antonio in un paese del basso Molise che richiedeva la presenza di un cantante degli anni’70 ormai caduto in disgrazia. Con mille difficolta si riuscì a soddisfare i desideri del comitato promotore ma la prestazione non si rivelò all’altezza per via che negli anni il cantante era diventato avvezzo agli alcolici. In ogni caso il buon impresario alla fine riuscì ad ottenere la somma concordata comunque. Poi il ricordo di un 12 dicembre a Lamezia Terme dopo un concerto organizzato con una band e l’imprevisto della neve e del ghiaccio sulla strada del ritorno. Una passeggiata breve ma intensa con l’autore che in un respiro si racconta come piazzare un artista, un evento è quello a cui dedichiamo il nostro tempo. Un tempo che alla fine esclude,forse, gli affetti più importanti e vitali per un uomo non concedendo spazi a quelli nuovi. Un libro diverso dai soliti romanzi o dalle pastose narrative. Una passeggiata per raccontare un mondo per certi versi invisibile. Uno scritto per lasciare per sempre la tua anima da qualche parte dove tutti possono vederla. Questo è la speranza dell’autore Francesco Serio.

Oreste Roberto Lanza

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