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Solo chi sogna e alimenta i propri sogni impara a volare. Intervista a un giovane talento lucano

Il desiderio dell’uomo di volare è antico ma nonostante le invenzioni più varie che nei secoli si sono susseguite, oggi la tecnologia continua ad alimentare questo desiderio sorprendendoci ancora: droni per fotografare, per filmare, per monitorare e controllare territori e cose, droni per volare. Nel campo delle videoriprese e della comunicazione l’uomo ha un nuovo prezioso alleato, un compagno d’avventura speciale, un piccolo concentrato di tecnologia ed ingegneria: il drone, velivolo radiocomandato con pilota remoto, che ha prepotentemente occupato la stampa informatica, ampi spazi nei social e nei più interessanti blog per viaggiatori nel corso degli ultimi anni. Dal più antico sogno di volare e dall’amore per la tecnologia, nasce il nome della pagina Facebook di Vincenzo Rubolino“Dream Drone” pilota di drone per passione originario di Nova Siri, che grazie al suo DJI Phantom 4, colleziona da qualche anno paesaggi mozzafiato dell’intera Basilicata della Calabria e della vicina Puglia. 

La tua passione è più per il volo o per la tecnologia?

Per entrambe le cose in egual modo, anche se con la passione per la tecnologia probabilmente ci sono nato. A 5 anni ho avuto il mio primo computer e ho imparato ad usarlo praticamente da solo. All’incirca alla stessa età, ho iniziato a desiderare un elicotterino radiocomandato, ma nonostante le mie richieste alla fine mi regalavano solo macchinine radiocomandate. Un anno e mezzo fa dopo aver risparmiato qualcosa, finalmente ho potuto acquistare il mio primo ed attuale drone professionale il DJI Phantom 4.

Lo cambieresti?

No assolutamente, sto solo valutando lidea di prendermi anche un DJI Spark, ha un peso decisamente inferiore e potrei volare tranquillamente e in sicurezza anche in luoghi e in circostanze diverse.

Qual è il sogno di chi con le sue riprese sta facendo sognare centinaia di follower?

Non nascondo che vedere tanta gente, spesso anche lontana, condividere i miei video e rimanerne stupita mi emoziona tantissimo. Il mio attuale lavoro purtroppo non mi lascia molto tempo libero, vorrei averne di più per poter realizzare video in tutta Italia magari anche attraverso un progetto di promozione turistica.

Questa tua passione potrebbe diventare il tuo futuro lavoro?

Mi piacerebbe!Pilotare il drone crea il giusto connubio tra arte fotografia e tecnologia, ambiti che mi affascinano molto. Al momento per fortuna ho già un lavoro che mi soddisfa,quindi questa per ora rimane solo una bella passione.

Le immagini più belle che hai catturato e quelle che ancora ci tieni nascoste?

Beh, realizzare delle immagini e tenerle chiuse in un hard disk per me non ha senso, vorrei far vedere a tutti quanto sono belli i nostri paesaggi e quanta bellezza ignoriamo o sottovalutiamo quotidianamente. Le immagini catturate nella mia terra sono quelle a cui sono più legato e sono orgoglioso di rappresentarla, anche se devo ammettere che considero altrettanto belli e particolari i panorami rubati a Bari: volare intorno alla ruota panoramica al calar del sole per me è stato davvero molto emozionante.

Cosa hai provato quando hai visionato le tue prime riprese? 

Meraviglia. E’una sensazione che provo ogni volta ma,riguardando i vari spezzoni raccolti, se qualcosa non mi convince preferisco ritornare sul posto e rifare il tutto. Fino ad ora la maggior parte delle volte non è stato necessario. Sono una persona molto precisa ma posso dire di essere quasi sempre soddisfatto delle mie riprese.  

I tuoi video e le tue foto spopolano sui social seminando stupore e meraviglia, cosa credi conquisti la gente?

Anche se continuo a riscuotere successo, quando pubblico i miei video mi chiedo sempre se possano piacere o meno. La fotografia e le riprese dall’alto ormai si stanno diffondendo in tutto il mondo, in un certo senso sta diventando un qualcosa di comune, macredo che questa prospettiva sia in grado di rievocare nell’essere umano uno stato emotivo talmente unico, poiché è allo stesso tempo adrenalinico e distensivo, che difficilmente può diventare scontata. Quello che si offre è una specie di viaggio virtuale che diversamente sarebbe difficile da vivere, credo che sia proprio questo che conquisti creando stupore e meraviglia.

Il prossimo volo in programma?

Non ho dei programmi definiti, però sicuramente vorrei riprendere dallalto Maratea. La mia amata Basilicata ha davvero tanto da mostrare, è ricca di paesaggi diversi ma tutti assolutamente particolari.

Facciamo un pò i tecnici, qual è il segreto per fare delle buone riprese aeree? 

Serve tanto allenamento altrimenti nella fase di montaggio si noterebbero troppe imperfezioni e queste rovinerebbero l’esito finale dei video, serve inoltre avere molta fantasia ed essere comunque sempre in una condizione di sicurezza: una distrazione potrebbe distruggere il drone o causare danni. Bisogna essere in grado di avere gli occhi un po’ dappertutto: non è facile associarela guida del drone attraverso un radiocomando e la gestione della fotocamera, contemporaneamente a questo è importante notare dei particolari interessanti, far caso ai colori del cielo, alla luce e a tanto altro. 

Perché secondo te volare ad alta quota anche se solo attraverso un drone toglie il fiato?

Personalmente posso dire che pilotare un drone è quasi come esserci a bordo, hai davanti a te il mondo e decidi tu che direzione prendere. Le sensazioni predominanti che si provano sono di sorpresa e di libertà ed è bello poi poterle regalare a chi rivede il mio volo.

Cosa vorresti dire ai giovani della tua terra che oggi faticano a trovare nuove prospettive?

Purtroppo viviamo in una realtà in cui il tempo libero è sempre poco, perché secondo me aver modo di coltivare una passione è il modo migliore per trovare nuove prospettive. Oggi il lavoro non va cercato va creato, ma quando ci forziamo è difficile riuscire a fare qualcosa di buono, serve passione.

Vincenzo Rubolino oggi si sente più un pilota, un fotografo o un artista?

Mi sento più un pilota, come fotografo ho ancora molto da imparare. Si, potrei essere un artista (ride)Secondo l’artista Paul Klee “L’arte rende visibile ciò che non sempre lo è”quindi seguendo la sua logica direi che potremmo definirti anche un artista (ride).

Il desiderio di scoprire la voglia di emozionare, il gusto di catturare sono tre concetti che riassumono larte della fotografia. Credi tutto questo ti appartenga?

Si direi proprio di si, ma fatico a definirmi un fotografo. Posso dire che sono concetti che assolutamente riassumono e definiscono la mia passione.

Cosa ispira la tua passione?

Mi ispira la bellezza che ogni volta ho modo di ammirare attraverso il mio drone, le sensazioni che provo e la libertà che vivo “volando”.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per aver condiviso con noi e i nostri lettori anche qualcosa di te. Al prossimo volo? Certo. Spero di aver modo di stupirvi ancora.

Silvia Silvestri

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