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A Sant’Arcangelo una piazza per il Senatore Scardaccione. Il politico che trasformò gli agricoltori in imprenditori

Economista, politico, agronomo e professore universitario presso l’Università di Bari, tra i maggiori esponenti della Democrazia Cristiana. Laureatosi nel 1943 in Agraria all'Università degli Studi di Bari, dove venne poi incaricato per l'insegnamento di Economia e politica agraria. Si dedicò alla ricerca, nel mondo contadino, di quelle che erano le capacità umane, con particolare attenzione allo studio di tutto il fenomeno della capitalizzazione del lavoro nell'agro di Alberobello, nella Costiera Amalfitana e nella costiera calabra. Senatore della Repubblica per ben 5 legislature, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, dal 23 novembre 1974 al 30 aprile 1976, con il governo di Aldo Moro, parlamentare Europeo. Decio Scardaccione, figura di un nobile lucano di Sant’Arcangelo, sostenitore del concetto che non doveva essere l'uomo al servizio della nuova struttura economica, cioè passare dal servaggio del padre al servaggio dell'apparato economico moderno. La sua azione politica fu sempre rivolta a massimizzare il concetto che bisognava rendere l'uomo artefice dell'azienda creata a sua misura nel contesto economico politico e storico in cui questo si trovava.Un’attenzione sempre rivolta al mondo contadino verso il quale, raccontano le pagine della sua storia politica e civile, fu intellettualmente onesto. Le sue energie furono spese tutte a favore del mondo rurale che, del Mezzogiorno, per molti anni fu significativa ma non sempre gratificante espressione. Nessuna smentita viene riscontrata sul suo impegnò a favore degli strati meno abbienti. A ben 14 anni dalla sua scomparsa avvenuta a Roma, Sant’Arcangelo ne ha voluto ricordare il suo impegno per la comunità locale ma anche per l’intera Lucania dedicandogli una piazza nel centro storico del borgo cittadino. Un ex piazzetta “Marocco” che da qualche giorno si chiama piazza Scardaccione “zio Decio” come amabilmente veniva chiamato da tutti il nobile concittadino. Famosa la sua frase “Ci sono parole che l’antica cultura contadina usa con particolare attenzione, e che hanno la forza di svelarci con un solo termine un mondo di rapporti e di sentimenti. Una di queste parole è certamente “Zio”. Una targa è stata riposta dinanzi a quella che fu la sua abitazione fin dall’infanzia. Un momento storico quello che ha vissuto Sant’Arcangelo grazie all’impegno della vecchia amministrazione comunale con l’ex Sindaco Domenico Esposito artefice principale di questa iniziativa e della nuova amministrazione dell’attuale Sindaco Vincenzo Nicola Parisi che ha confermato e appoggiata in pieno il riconoscimento. Grande commozione si è vissuta quando i tanti intervenuti, tra i quali vari politici lucani dell’epoca e dell’attualità, hanno fatto visita a San Brancato all’Istituto professionale di Stato per l’agricoltura ed i servizi rurali, di cui il senatore Scardaccione ne fu il fondatore. Un istituto scolastico all’avanguardia che da oltre 60 anni è un punto di riferimento per tutte le famiglie lucane che vogliono dare un’istruzione di valore ai loro figli e che nei vari anni ha saputo elevare la qualità dell’offerta formativa. Parole di apprezzamento quelle espresse dal Sottosegretario all'istruzione, dell'università e della ricerca, Vito De Filippo.” Possedeva - ha sottolineato De Filippo- dolcezza e fermezza nel perseguire le idee trasformandole in fatti”. Dello stesso tenore le parole dell’ex senatore comunista Mario Lettieri.“Mi colpì- ha precisato Lettieri –la sua personalità. Era una persona vera e non arrogante, cosa non facile per i politici attuali”. Parole significate quelle espresse dall’ex senatore Romualdo Coviello, genero e allievo politico dello stesso Scardaccione. “È stato un grande innovatore in un tempo complesso e difficile”. Il 28 marzo prossimo ricorrono i 100 anni della sua nascita, avvenuta nel 1917.

Oreste Roberto Lanza

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