Reagisce con ironia l'assessore Viti, alla risposta negativa del governo all'interrogazione dei parlamentari lucani Pd circa la ristrutturazione degli uffici di Poste Italiane. "Immagino che non fosse un sosia dell'ing. Sarmi il signore che, accogliendo le sollecitazioni della Regione e dell'Anci lucana, apriva la strada ad una moratoria (termine che in Basilicata è oggetto di dibattito filologico) finalizzata ad un esame congiunto delle criticità sollevate dall'annunciata chiusura degli uffici e delle possibili realistiche soluzioni –ha dichiarato l'assessore al Lavoro della Regione Basilicata, Vincenzo Viti-. Che poi, Poste e Governo 'smentiscano' Viti (e Santarsiero) mi pare un'affermazione che attribuisce uno sproporzionato rilievo alla missione che ci siamo assunti in una condizione che era difficile e a quel punto compromessa. Affermazione che, alla luce dei fatti registrati dalla qualificata platea di Sindaci lucani presenti all'incontro, appare verosimilmente il frutto di notizie precedenti alle intese conseguite a Roma. Ma è questione che troverà in tempo reale i chiarimenti che si rendono necessari e che ho sollecitato, anche per sottrarre una questione così delicata e avvertita a stucchevoli strumentalizzazioni. D'altra parte, a riprova della evidenza delle procedure concordate presso Poste Italiane, può essere consultato il comunicato di cui si è fatta carico l'Anci a seguito dell'incontro, il cui tenore era stato concordato con lo staff dell'Amministratore Delegato."
"Ho pregato perciò il presidente Santarsiero –ha concluso Viti- di far tenere agli onorevoli Margiotta e Luongo (che avevano presentato l'interrogazione parlamentare ndr) copia del sobrio comunicato concordato in quella sede perché lo considerino anche il frutto della loro lodevolissima iniziativa sulla quale è necessario che essi continuino a sviluppare un'azione solida e coerente". Nella risposta alla camera all'interrogazione, infatti, il governo ha gelato le aspettative dei lucani riconfermando il piano di ristrutturazione degli uffici postali in Basilicata con il declassamento di Potenza, la riduzione complessiva di 50 zone di recapito, 16 chiusure di uffici postali e 21 interventi di rimodulazione oraria.