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Portami al confine, l’anteprima del film di Valerio Rocco Orlando al Musma in occasione di Materadio

Venticinque storie, venticinque ritratti, venticinque sguardi su Matera, un film: Portami al Confine, l’opera che l’artista milanese Valerio Rocco Orlando ha costruito in un anno con gli abitanti della città di Matera verrà presentata in anteprima al MUSMA in occasione di Materadio, la festa di Radiotre secondo il seguente calendario: venerdì 22 settembre dalle 12 alle 13 e dalle 20.30 alle 21.15 e sabato 23 settembre dalle 20.30 alle 21.15.
Portami al Confine nasce il 29 ottobre 2016, in occasione dei dieci anni del MUSMA, quando la Fondazione Zetema e la Cooperativa Synchronos, insieme a Valerio Rocco Orlando, pensano ad un progetto da condividere con la città, allo scopo di coinvolgere la comunità materana in un’azione collettiva e sociale che si contrapponga ad un’idea del museo statica e lontana dai cittadini.
A partire da quella data vengono attivati una serie di incontri, workshop, occasioni di confronto - nelle Sale del museo e in diversi luoghi della città – attraverso i quali l’artista individua i protagonisti di un’opera difficilmente inquadrabile in un’unica definizione. Prodotto con la collaborazione dello Studio Antani, Portami al Confine è infatti un film, un documentario, una scultura sociale, un coro greco 2.0, ambientato a Matera, luogo di incontro tra confini di civiltà antichissime, uno spazio in cui l’accoglienza è divenuta una naturale necessità dei popoli che vi hanno abitato nel corso dei secoli.
Il confine dell’invito dell’artista è inteso quindi non come linea che delimita, ma come spazio in cui i partecipanti si sono ritrovati per condividere un’esperienza di analisi e riflessione che da personale è diventata collettiva. “Quello che mi interessa indagare – ha spiegato Orlando – è il concetto di capacity che, tradotto in italiano, dà l’idea di quanto un bicchiere sia capace di contenere qualcosa di esterno. Capacity è il grado di accoglienza della comunità, quanto la comunità sia in grado di tollerare l’altro: lo straniero, l’immigrato, il turista. Per comunità non intendo solo i materani, mi riferisco alla comunità di pratica, alle persone che si sono ritrovate attorno a questo progetto e che provenivano anche da regioni limitrofe ponendosi un obiettivo comune”.
Nei quarantadue minuti dell’opera rifugiati, agricoltori, studenti, professionisti, operatori sociali e cittadini più anziani si interrogano, stimolati dall’elegante abilità maieutica di Valerio Rocco Orlando, sul concetto di confine, declinato in maniera più ampia o più personale, riflettono sulla storia della città, sul suo futuro e su quali siano gli strumenti e i valori per formare e far sopravvivere una comunità.
Si susseguono le voci e i paesaggi sullo sfondo, le esperienze arrivano a sfiorarsi, i luoghi trovano un’armonia e le idee un naturale bisogno di essere espresse: i confini si incontrano in un romanzo a più voci nel quale lo spettatore legge la descrizione di una città e dei suoi abitanti, una città che è Matera ma che potrebbe essere una qualunque altra città di un mondo in cui sempre più necessario e urgente diventa il dialogo al confine.
Portami al Confine entrerà a far parte della collezione permanente del MUSMA e sarà visibile a partire dal 24 settembre 2017 nei giorni e negli orari di apertura del museo.


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cenni biografici
Valerio Rocco Orlando (Milano, 1978), dopo una laurea in drammaturgia all’Università Cattolica di Milano e un master in regia alla Queen Mary University di Londra, compone articolate installazioni, film e libri che, in bilico tra dialogo corale e ritratto intimista, mettono in scena la relazione tra individuo e comunità, allo scopo di ripensare e riattivare il senso di appartenenza nella società contemporanea. Assumendo l’arte come processo di analisi e conoscenza reciproca, la sua ricerca produce un discorso aperto, plurale e personale, sia dal punto di vista estetico che concettuale, esplorando l'osmosi tra istituzioni, musei, accademie e sfera sociale. Tra le mostre personali: Valerio Rocco Orlando, MAC Museo de Arte Contemporáneo, Santiago de Chile, 2017; Portami al confine, MUSMA Museo della Scultura Contemporanea, Matera, 2016; What Education for Mars?, Museo Marino Marini, Firenze, 2015; The Sphere of the Between, Korea Foundation, Seoul, 2015; The Reverse Grand Tour, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma, 2013; ¿Qué Educación para Marte?, Villa e Collezione Panza, Varese, 2013; Quale Educazione per Marte?, Nomas Foundation, Roma, 2011; Lover’s Discourse, Careof DOCVA, Milano, 2011; Lover’s Discourse, Momenta Art, New York, 2010; Niendorf (The Damaged Piano), Galleria Maze, Torino, 2008; The Sentimental Glance, Galleria Maze, Torino, 2007. Tra le mostre collettive: Par tibi, Roma, nihil, Palatino, Roma, 2016; Other Forms of Relations, MMCA National Museum of Modern and Contemporary Art, Seoul, 2015; Glitch. Interferenze tra arte e cinema, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano, 2014; We Have Never Been Modern, SongEun ArtSpace, Seoul, 2014; The 338 Hour Cineclub, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2013; XI Bienal de La Habana, Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam, L’Avana, 2012; Neon. La materia luminosa dell’arte, MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma, 2012; Nurture Art, Chelsea Art Museum, New York, 2011; videoREPORT ITALIA: 08_09, GC. AC, Monfalcone, 2010; Emerging Talents, New Italian Art, CCCS, Palazzo Strozzi, Firenze, 2009. Nel 2009 Valerio Rocco Orlando vince il premio ISCP New York promosso da Parc/Seat/Gai, nel 2011 una Civitella Ranieri Foundation Fellowship nella sezione Arti Visive e nel 2014 una International Artist Fellowship al MMCA National Museum of Modern and Contemporary Art Korea. Nel 2016 l'artista viene insignito del premio Fondazione VAF e il suo lavoro entra a far parte della collezione del MART Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Altre collezioni pubbliche includono il Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam a L'Avana, la Fundação Calouste Gulbenkian a Lisbona, la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea e il MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

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