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Argenteria in Basilicata. A Lagonegro fra arte e mistero con il libro dello storico Boraccesi

“Argenteria in Basilicata- Il Tardogotico e il Rinascimento nella Diocesi di Lagonegro-Tursi”. È il titolo di un interessante libro di Giovanni Boraccesi, membro della Società di Storia Patria per la Puglia con numerose pubblicazioni scientifiche e in particolare sull’argenteria sacra, che sarà presentato a Lagonegro sabato 14 ottobre alle ore 17.30 presso la chiesa Madonna delle Grazie. Da tempo l’autore conduce studi sull’oreficeria in Puglia e in Basilicata. Le tante e numerose pubblicazioni di Boraccesi sembrano aver dato un apporto irrinunciabile per la comprensione, per la tutela e per la messa in valore di un patrimonio, vasto e pure di grande pregio, che sarebbe altrimenti sommerso e che appare purtroppo già depauperato da furti sin troppo mirati. La comunità lucana è da molto tempo alle attenzioni di Boraccesi con continue ricerche sugli argenti di Basilicata con l’intento preciso di preservarne la memoria sollecitando una corretta conservazione e valorizzazione. Un intento in piena sintonia con quello che è lo scopo dell’Associazione lagonegrese “A Castagna Ra Critica” che fin dalla sua costituzione lavora con il fine di riscoprire e valorizzare il patrimonio artistico culturale lucano, in particolare del lagonegrese. L’associazione organizza eventi atti a raccogliere fondi per i restauri delle opere via via recuperate, in accordo con enti locali e regionali, per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali. La presentazione del libro di Boraccesi è l’occasione anche per parlare di un argento importante presente nella città di Lagonegro e di cui Boraccesi ne fa menzione nel suo libro. Il calice della chiesa di San Nicola di Bari è il pezzo più antico tra quelli finora rinvenuti nella diocesi di Lagonegro-Tursi. Il manufatto, in argento dorato è arricchito dall’inserimento di figure smaltate che impreziosiscono sia il piede esalobato a ringhiera traforata, sia il nodo schiacciato contenuto entro una doppia fila di archetti traforati. Il sottocoppa è composto di una corolla di piccole foglie d’acanto sagomate che sostengono la coppa svasata (originale?), già oggetto di un precedente intervento di riparazione. Sebbene la conservazione non sia ottimale e nonostante il recente e abile restauro curato nel 2013 da Francesca Leolini, socia dell'associazione "A Castagna Ra Critica, delle otto figure smaltate, precisamente tre nei clipei del piede e cinque nei chiodi romboidali del nodo, il sesto chiodo accoglie un trigramma, non tutte sono state individuate. “L’identità delle otto figure incise e smaltate- sottolinea Boraccesi nel suo volume- di qualità non eccellente, è la seguente: sul piede, l’Imago pietatis; San Pietro, riconoscibile dalla grossa chiave stretta nella mano destra); un Santo vescovo benedicente. Sul nodo, cinque santi aureolati che andrebbero così identificati: un Santo frate (Francesco d’Assisi?, in primo piano il profilo di un uccello?), una Santa monaca, riconoscibile dal soggolo, che sorregge un oggetto approssimativamente rotondeggiante (Santa Chiara con l’ostensorio?); un Santo stempiato che stringe nella mano destra forse una spada (San Paolo?); un Santo frate stringente un probabile Vangelo; un altro Santo non meglio definito, ma che parrebbe stringere un bastone (San Giacomo Maggiore?). Rimane, al momento, un enigma il trigramma in rame – certo in sostituzione dell’originale piastrina smaltata – di cui si accennava, ovvero le lettere S•M/T sormontate da una stella a otto punte: il titolo di una chiesa mariana?”. Dunque, il riconoscimento delle figure smaltate presenti sul manufatto di cui stiamo trattando appare ancora non sufficientemente chiaro, più ardua è l’individuazione del luogo di produzione, men che mai dell’autore.
Ma un maggiore approfondimento della particolare questione sarà oggetto degli interventi dell’Architetto Francesco Canestrini della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e della dottoressa Filomena Papaleo Archeologa Medievista. I saluti istituzionali del Sindaco di Lagonegro, Pasquale Mitidieri, dell’avvocato Maddalena Falabella, Presidente dell’Associazione culturale “A Castagna Ra Critica” e del Vescovo della Diocesi Tursi- Lagonegro. Mons Vincenzo Orofino.


Oreste Roberto Lanza
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