Testo informativa estesa sull'uso dei cookie

Il presente sito web utilizza cookie tecnici per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazioni online. Il presente documento fornisce informazioni sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati dal sito e su come gestirli.

A+ A A-

“L’ultimo sguardo. Claudio Pezzuto un eroe Moderno”. La storia del sacrificio di un servitore dello Stato

In verità fin dalla notizia della sua pubblicazione, novembre 2015, volevo farlo mio, ma ho dovuto aspettare fino a quando alcune settimane fa, Tania Pisani Pezzuto mi comunicava che stava spedendo il volume. Il postino qualche giorno dopo lo consegnava al mio indirizzo di casa. “L’ultimo sguardo. Claudio Pezzuto un eroe Moderno” di Mario Lamboglia. Confesso che ho avuto un po’ di esitazione accompagnato da qualche attimo di emozione nel momento in cui ho cominciato a sfogliare le primissime pagine. Conoscevo la vicenda come un semplice lettore di notizie ma non mi era capitato di entrare nel particolare probabilmente anche per non amareggiare ancor di più il mio animo su una circostanza aberrante quale capitata a due distinti servitori dello Stato come Fortunato Area e appunto Claudio Pezzuto. Una vicenda dolorosa che ha devastato il cuore e l’animo di una giovane e meravigliosa donna lucana e non solo ma anche l’amore profondo di due famiglie unite dall’amore dei loro figli. Un amore vero, vivo fatto di attimi sognanti di un solo sangue che scorre nelle vene, un solo cielo sopra lo stesso mare, un solo bacio su due bocche innamorate. Sono 124 pagine intense e piene di emozione dove tante volte l’inchiostro depositato sul bianco delle pagine si affievolisce e si sbianca a contatto con il dolore di quei momenti raccontati con le lacrime che fanno da padrone sulla persona. E’ un libro che racconta il sacrificio che diventa consapevolezza per tutti noi mestieranti della pace, apparenti divulgatori della solidarietà, ipocriti del nostro tempo dove solo il mistero della morte ci induce ad piegarci e a rendere spiegazioni delle nostre falsità quotidiane. Dice bene, nella prefazione, Leonardo Gallitelli, già Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri: “è un racconto fatto di uomini e di sentimenti. Quel militare colpito a morte non è solo un giovane carabiniere che sta compiendo il proprio dovere, onorando il giuramento prestato fino all’estremo sacrificio: è Claudio un ragazzo che viene da un piccolo paese della provincia di Lecce è un figlio, un marito, un giovane padre”. Un ragazzo semplice con il desiderio di diventare un giorno maresciallo che dal Sud parte per una avventura fatta di speranza, di sogni, di voglia di essere strumento per la tutela e valorizzazione di valori veri per un corretto vivere, quali appunto la libertà, la giustizia e la legalità. Ma il destino gli è stato avverso, non gli ha concesso neanche il tempo necessario di poter assaporare quelle “noccioline” da cui è sbocciato quell’intensa fiamma di amore che mai più si potrà spegnere nel cuore, nell’animo, negli occhi di Tania, sua giovane consorte. Ma quella fiamma ha lasciato un motivo di un forte richiamo a vivere senza morire, per contribuire a cambiare il nostro essere violento ed egoista. Proprio Alessio lasciato solo, in quella imprevedibile notte del 12 febbraio 1992 con i suoi tenerissimi tre anni, è l’arma segreta che Tania ha ricevuto in dono da Claudio quasi a dire “Alessio saprà mitigare alla mia assenza perché farà da tramite alla forza del mio amore per te”. Sono ben 10 i capitali che raccontano in breve le dinamiche dei fatti. Ci sono quelli legati all’attimo dell’evento, 12 febbraio 1992, ore 20,10 e successivi concitati attimi dalla telefonata all’allora ministro degli Interni Vincenzo Scotti, all’arrivo del Prefetto Angelo Finocchiaro  e Alto Commissario per la lotta alla mafia  con il coinvolgimento di Gianni Di Gennaro della Direzione Investigativa Antimafia insieme con il Pm Alfredo Greco. Poi i momenti della caccia serrata ai presunti killer e camorristi. Infine il processo davanti al Presidente Mario Carbone, a latere Silvio Amoresano, agli avvocati della difesa e al Pm Greco accusatore e testimone della vicenda. Ventitre colpi, ventuno esplosi con pistola Beretta in dotazione dall’Arma dei Carabinieri. Una impugnata da Fortunato Arena che fu pronto a rispondere al fuoco con nove colpi. Il camorrista che scese velocemente dalla jeep ne esplose ben tredici da una pistola che in precedenza era di proprietà di un appuntato rapinato a Capaccio. Altri colpi furono esplosi da una mitraglietta. Ventritre colpi in sessanta secondi questo narrò all’epoca la consulenza del medico legale Giuliano Alfinito. Il racconto fatto dai media del tempo. Poi una piccola biografia di Claudio e Tania raccontano delle loro semplici famiglie fino ad un primo incontro a Irsina e quello “decisivo” a Chiaromonte il 29 agosto del 1985. Il matrimonio, i trasferimenti di sede di lavoro, la nascita di Alessio fino ai concitati momenti dell’arrivo dei carabinieri nell’appartamento di Bellizzi la sera del 12 febbraio 1992. Un libro di testimonianza, un libro di riflessione, un libro di dolore, ma di grande significato. La lettura indica la strada verso il difficile perdono. Ma perdono deve esserci perché è la grande opportunità di salvezza per tutti in questo quotidiano dove la violenza pare sia sostituita al semplice umano buongiorno. Un passato pesante che può imprigionare il corpo e la mente ma il perdono libera il cuore. Tania con lacrime infinite ha offerto il perdono dimostrando quella che conoscevo fin da piccola una donna speciale. Cosa sorprendente e che ci accomuna e che alle 11,30 del 14 febbraio del 1992 venivano celebrati i funerali del suo Claudio nel Duomo romanico di Salerno a pochi passi, ad Amalfi, proprio allo stesso orario convolavo a nozze. La Morte e la vita in un unico momento di salvezza.

Oreste Roberto Lanza
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

Commenta l'articolo

 

Editoriale

I 18 anni di mio figlio autistico. Finché c’è scuola c’è speranza, e oltre la…

Francesco Addolorato - avatar Francesco Addolorato

E così mio figlio autistico ha compiuto i 18 anni...

Contattaci all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Redazione

Powered By ComunicareIdee

BasilicataNotizie è una testata giornalistica iscritta nel Registro dei Periodici del Tribunale di Lagonegro (art. 5 L. 47/1048) N. Reg. Per. 4/2012 del 02/05/2012 - Diretta da Francesco Addolorato