Testo informativa estesa sull'uso dei cookie

Il presente sito web utilizza cookie tecnici per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazioni online. Il presente documento fornisce informazioni sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati dal sito e su come gestirli.

A+ A A-

Condizioni sanitarie e formazione del medico nella Lucania tra ‘800 e ‘900 nel libro di Antonio Molfese

“Consulti medici epistolari in Basilicata tra ‘800 e ‘900”. E’ un interessante libro del santarcangiolese Antonio Molfese, medico, specialista in Ostetricia e Ginecologia. Professore, dal 1990 al 1994, presso l’istituto di Igiene dell’Università di Sassari. Ha collaborato con diverse riviste specialistiche nel settore dell’igiene e della medicina preventiva. Dirige il centro regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria Torre Molfese, San Brancato di Sant’Arcangelo in provincia di Potenza. Evoluzione della politica, della legislazione ed assistenza sanitaria sul territorio, della Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli e delle rimanenti scuole ospedaliere che, a quel tempo, fiorivano sul territorio. Un lavoro diviso in due parti. Nella prima come introduzione, precisa, viene delineata la storia dell’evoluzione della legislatura italiana in materia sanitaria dall’unificazione dell’Italia ai primi del ‘900. La seconda parte, il tema del consulto medico. Il medico di famiglia tra la fine dell’800 ai primi del ‘900 è l’argomento rilevante su cui l’autore, con riscontri fotografici e quant’altro, pone l’attenzione e racconta di come veniva improntata la diagnosi, l’assistenza e la cura del paziente che a lui si affidava. Un testo monotematico, certo, ma che documenta uno spaccato di storia anche se di arte sanitaria. Un periodo storico tra ‘800 e il ‘900 che ha coinvolto le condizioni, la formazione del medico, la pratica e l’assistenza sul territorio. Chi ama la storia, chi cerca di comprenderne i cambiamenti del proprio tempo non può brevemente soffermarsi su queste pagine che raccontano i complessi iter legislativi di tutela della salute che hanno investito tutta l’allora neonata italica nazione ed in particolare la nostra Lucania.

E’, come dice l’autore, un excursus, sulla vita quotidiana, fatta di affanni e apprensioni per lo stato di salute dei pazienti che affidavano, tramite il medico di fiducia, alla corrispondenza la risoluzione dei propri mali, quasi si trattasse di una telematica ante litteram quando i trasporti e le comunicazioni erano difficili per l’inesistenza di strade percorribili. Ma non solo questo. L’autore racconta con dati precisi di come una migliore condizione sanitaria a partire dalla seconda metà del 1880 determinò una rilevante e decisa rapida caduta del tasso di mortalità. Si racconta di come in soli 30 anni, tra il 1876-80 e il 1906-10, esso passava dal 30 per mille al 21,89 per mille. La parziale sconfitta di alcune cause di morte si determinò ad opera dei sistemi di controllo medico-farmacologico e dell’organizzazione sanitaria. Sono pagine da leggere con interesse e curiosità per capire di come i cambiamenti storici possono determinare cambiamenti sanitari all’interno di una popolazione. Nei primi 60 anni dall’Unita d’Italia ecco le prime malattie infettive e quelle da carenze alimentari che colpivano tutta la popolazione ed in particolare quella infantile specialmente nel meridione e in Lucania. Malattie nelle quali il rapporto uomo-ambiente era alterato.

Poi le malattie del secolo XX contraddistinte dalla prevalenza di una patologia degenerativa che aveva alterato le funzioni di organi ed apparati legati all’inquinamento dell’ambiente, all’errato tenore di vita e alle modificate e spesso dannose abitudini della società. Quest’ultime attualmente ancora esistenti con percentuali fuori controllo. Passaggi sanitari storici raccontati attraverso la prima legislazione del 22 dicembre del 1888 che ribadì  l’obbligo per i Comuni di istituire condotte medico-chirurgiche ed ostetriche per la cura dei poveri. Poi il testo unico delle leggi sanitarie del 1907 che fu da coordinamento della legge del 1888.

La legge sanitaria del 1923, che rimase in vigore fino a dopo la II guerra mondiale, segnò un’altra tappa della legislazione che impresse alla sanità pubblica un nuovo indirizzo. Il compito del sanitario non doveva essere più prettamente medico ma si ampliava e si elevava al grado di medicina preventiva e sociale di “medicina politica”. Un testo rilevante ed importante dove con dovizia di particolari si racconta la storia sanitaria dall’Unità d’Italia ai primi del ‘900  dove le malattie si rinchiudevano in due precisi gruppi: quelle per la povertà e quelle del progresso. Malattie che nella nostra attualità sono ancora intrecciate tra di loro con dati, in molti casi e in alcuni luoghi, presenti in forme degenerative.


Oreste Roberto Lanza
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Commenta l'articolo

 

Editoriale

I 18 anni di mio figlio autistico. Finché c’è scuola c’è speranza, e oltre la…

Francesco Addolorato - avatar Francesco Addolorato

E così mio figlio autistico ha compiuto i 18 anni...

Contattaci all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Redazione

Powered By ComunicareIdee

BasilicataNotizie è una testata giornalistica iscritta nel Registro dei Periodici del Tribunale di Lagonegro (art. 5 L. 47/1048) N. Reg. Per. 4/2012 del 02/05/2012 - Diretta da Francesco Addolorato