Aggredito a calci e pugni solo perché non ha dato risposta a un paziente. È successo al dottor Pasquale Suriano, di turno nel pronto soccorso dell’ospedale Giovanni paolo II di Policoro, dove un 50eenne con evidenti problemi di stabilità mentale, ha consumato un atto a dir poco incivile. Il dottor Suriano, infatti, è stato ripetutamente colpito dall’uomo alla presenza di pazienti allibiti, fino a quando non sono riusciti ad intervenire quattro infermieri che hanno immobilizzato l’uomo. Lo stesso si è dileguato senza lasciare traccia appena resosi conto che errano state chiamate le forze dell’ordine. Intanto per l’episodio infuriano le polemiche nei confronti della ASM. Uina dura nota in merito è stata diramata dai segretari dell’Ugl di Basilicata, Luigi D’Amico e Pino Giordano.
“Esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti del sanitario aggredito che come tutti gli operatori sanitari, svolgono un servizio che merita rispetto. Quello verificatosi nella struttura di Policoro è un episodio deprecabile che obbliga a una seria riflessione le istituzioni e la società civile”. È questo il contenuto della nota che i rappresntanti ugl hanno diramato.
“Numerosi sono stati gli episodi di violenza ai danni del nosocomio Metapontino –continua il comunicato- e del loro personale dove i cittadini si recano per curarsi, non per assistere a scene di aggressione verso il personale medico e infermieristico che sono costretti a svolgere il loro lavoro in emergenza e operando sempre in condizioni difficili. Bene è andata al dottor Suriano, non ha potuto difendersi per non passare lui stesso da eventuale aggressore, ma ha rimediato una brutta contusione a un ginocchio ed alla mascella sinistra, ricevendo un brutto pugno. Resta però la situazione drammatica sotto il profilo della sicurezza, in cui versa l’ospedale di Policoro. Oggi – proseguono Giordano e D’Amico - chiunque può entrare anche armato e fare ciò che vuole, mettendo a rischio l’incolumità di sanitari e pazienti in attesa o ricoverati nei reparti. Una situazione diventata ormai intollerabile, che diventa a dir poco esplosiva durante i mesi estivi, quando pazienti costretti ad attendere anche ore, molto spesso vanno in escandescenza, aggredendo fisicamente i medici, infermieri e agendo con vandalismo di fronte a quello che gli capita intorno. Per l’Ugl non se può più, e né pertanto vogliamo spettare che ci scappi il morto. Svegliamo le coscienze che sembrano addormentate, bisogna impegnarsi – concludono i segretari Ugl, D’Amico e Giordano –, a prestare la massima attenzione a quanto accade in questi contesti e rimarcare la necessità del rispetto dei ruoli nel delicato rapporto medico/paziente al fine di scongiurare il ripetersi di queste situazioni che auspichiamo, di non ritrovarci più a commentare invitando sinora la Direzione ASM, a far pervenire richiesta al Prefetto di Matera affinché rafforzi i servizi di sorveglianza installando un posto fisso di Polizia nell’ospedale”.

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