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Successo per il ciclo di Lezioni del Novecento: letteratura e filosofia per riflettere sulla contemporaneità

Dalla letteratura del Novecento di D’Annunzio e Ungaretti all’indagine filosofica e sociologica europea sulla modernità, che si interroga su educazione e tecnologia, utopie e distopie, bellezza e immaginazione, nel ricordo di Zygmunt Baumann. Sono stati questi i grandi temi affrontati nelle affollatissime “Lezioni del Novecento”, lo speciale ciclo di incontri 2017 organizzato dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli tra febbraio e marzo, in collaborazione con l’Istituto per gli studi filosofici – Scuola di Potenza, l’Università degli Studi della Basilicata e il contributo dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Peano di Marsico Nuovo, del Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Potenza e del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Potenza. La quinta edizione della manifestazione, aperta a un pubblico più vasto oltre che a quello scolastico, ha fatto salire in cattedra cinque grandi ospiti, accolti fra Potenza, Marsico Nuovo e Montemurro da un pubblico complessivo di oltre duemila persone. Nel primo appuntamento, il 17 febbraio, Silvio Ramat dell’Università di Padova ha tenuto presso il Liceo Classico “Orazio Flacco” di Potenza una Lectio magistralis su Ungaretti, i suoi “fiumi” e la Grande Guerra. Il 18 febbraio Clelia Martignoni dell’Università di Pavia ha invece incontrato gli studenti e i docenti del Liceo Scientifico “G. Peano” di Marsico Nuovo per la lezione su “D’Annunzio: un progetto simbolista di romanzo e di poesia”. Il 10 marzo, sempre nell’Istituto di Marsico Nuovo, Riccardo Mazzeo, saggista ed editor della Erickson, nonché traduttore di autori filosofici dal francese e dall’inglese (tra cui Bauman, Lacan, Zizek, Bateson, Morin, Benasayag e Heller), ha parlato di Zygmunt Bauman e la liquidità dell’educazione, incentrando la sua lezione sul volume “Conversazioni sull’educazione” (Erikson 2012), un dialogo con il grande sociologo polacco sul ruolo dell’educazione e degli educatori in un tempo di grande incertezza per le giovani generazioni rispetto al proprio futuro. La personalità fascinosa di Miguel Benasayag, dalla vita tormentata dalla dittatura argentina che l’ha tenuto prigioniero nelle carceri per molti anni, e che con il trasferimento a Parigi e gli studi in scienze umane cliniche, è divenuto uno degli studiosi più importanti del nostro tempo, è stata protagonista di due appuntamenti nella città di Potenza. Il 10 marzo presso la Biblioteca Nazionale, il filosofo e psicoterapeuta ha dedicato una Lectio magistralis al suo libro L’uomo aumentato, il cervello diminuito (Erickson 2016), un’analisi delle ricadute antropologiche determinate dalla rivoluzione tecnologica, alla ricerca di un’alternativa umanistica che possa salvare dalle derive più riduzioniste della vita e della cultura. La lezione è stata aperta dai saluti di Ermelinda Graziadei, Direttrice della Biblioteca Nazionale di Potenza, Ennio Ielpo, Presidente dell’Istituto degli studi filosofici – Sezione di Potenza, e Aurelia Sole, Magnifica Rettrice dell’Università degli studi della Basilicata. L’ 11 Marzo Benasayag ha invece incontrato gli studenti e i docenti del Liceo Scientifico “Galilei” di Potenza. L’altro grande ospite della “Lezioni del Novecento” è stata Agnes Heller, una delle più grandi filosofe viventi, allieva di G. Lukács ed esponente della Scuola filosofica di Budapest, scampata all’Olocausto, perseguitata dal regime socialista ungherese, emigrata prima in Australia poi negli Stati Uniti, dove ha ricoperto la cattedra che fu Anna Harendt. Alla veneranda età di 88 anni, la Heller ho presieduto ben cinque incontri in tre giorni, incantando le platee incontrate. Il tema dell’utopia e del suo opposto, la distopia, è stato al centro delle lezioni del 16 marzo, la prima dal titolo Le utopie del futuro, il futuro delle utopie tenuta in mattinata presso il l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Peano” di Marsico Nuovo, la seconda nel pomeriggio, a Potenza presso la sede del Rione Francioso dell’Università degli studi della Basilicata, dal titolo Vecchie e Nuove utopie, alla presenza della Magnifica rettrice dell’Università degli studi di Basilicata, Aurelia Sole e del Presidente dell’Istituto degli studi filosofici – Sezione di Potenza, Ennio Ielpo. Il 17 marzo, la Heller è stata ospitata presso il Liceo Classico “Orazio Flacco” di Potenza, dove ha dialogato con Riccardo Mazzeo sul tema Bellezza ed immaginazione, dando luogo a un dibattito sul valore “salvifico” dell’immaginazione e della bellezza, sia naturale che artistica, rispetto alla disperazione della vita, tesi che la Heller ha sostenuto nel volume La bellezza (non) ci salverà (Il margine, 2015), scritto a quattro mani con il grande sociologo Zygmunt Baumann. Il 18 marzo la filosofa ungherese ha incontrato nella mattinata gli studenti e i docenti del Liceo Scientifico “Galilei” di Potenza, per poi presentare nel pomeriggio, a Montemurro, il volume “Il vento e il vortice. Utopie, distopie, storia e limiti dell'immaginazione” (Erickson, 2016) scritto insieme a Riccardo Mazzeo a cinquecento anni dalla pubblicazione di “Utopia” di Tommaso Moro. Nel libro, i due autori compiono un viaggio nel pensiero utopico attraverso i secoli, dalla «età dell’oro» di Ovidio e dall’Eden della Bibbia, alle opere di Moro e Campanella, passando per la Rivoluzione francese e quella americana, fino alle derive totalitarie del Novecento e alle distopie contemporanee, con l’invito finale, attraverso le riflessioni di Bauman, Sloterdijk e Žižek, ad esercitare costantemente il pensiero critico. Vivaci e partecipi sono state tutte le platee che hanno assistito a questo speciale ciclo delle “Lezioni del Novecento”, anche attraverso un’interazione dialettica con gli ospiti, sia da parte del pubblico più adulto e maturo che dei giovani studenti degli Istituti superiori lucani. Il grande successo delle lezioni, che hanno anche ricevuto il riconoscimento formale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’aggiornamento professionale dei docenti, confermano che la strada intrapresa dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli, incentrata sulla divulgazione culturale e la formazione delle giovani generazione, non può che essere quella giusta per la crescita morale e umana delle nostre realtà.

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Editoriale

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