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A Maratea la mostra archeologica che da voce alla storia della Lucania

“Dalla Val d’Agri al Tirreno. Archeologia, Arte e Paesaggi lucani”. La mostra che si inaugurerà lunedì 7 a Maratea è di carattere esclusivamente archeologico, e riguarda gran parte degli scavi eseguiti in Basilicata dalla Val D’Agri alla Valle del Mercure, fino ad arrivare a Maratea, cittadina ospitante. L’iniziativa nasce dalla volontà di presentare al grande pubblico le attività della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, che, dopo le recenti riforme del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, opera sull'intero territorio lucano attraverso un costante impegno nella tutela del prezioso patrimonio culturale regionale. Le attività istituzionali rivolte all'archeologia preventiva, al governo del paesaggio e alla tutela dei beni storico-artistici, sono, inoltre, finalizzate alla corretta fruizione del patrimonio e al pubblico godimento dei beni da parte della collettività sia locale che internazionale, in aderenza ai principi della Carta costituzionale. Il progetto espositivo, che unisce reperti e territori, intende presentare alcune delle maggiori evidenze archeologiche, artistiche e paesaggistiche del territorio che dalla Val d’Agri si estende fino al mar Tirreno. All’iniziativa hanno aderito con entusiasmo, i Comuni di Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Grumento Nova, Guardia Perticara, Maratea, Rivello e Viggiano. Tra questi borghi non appare Castelluccio Inferiore nella mostra per ciò che interessa la parte archeologica. Ma solo per problemi organizzativi. Il paese è rappresentato ugualmente dai notevoli reperti degli scavi avvenuti nel territorio di Castelluccio Superiore, il che è puramente casuale, poiché i due paesi hanno medesima origine ed avevano un solo territorio, poi diviso (1813) in due comuni diversi per varie ragioni. Per questo si è realizzata una piccola sezione dedicata alla parte storico-artistica, con la presenza in esposizione di due manufatti straordinariamente emblematici. Si tratta di un parato liturgico di eccezionale bellezza, della fine del Seicento/inizi del Settecento, appartenente alla Chiesa di San Nicola di Mira, e di una notevole e bellissima pala d’altare dei primi del Seicento, proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie o di S. Antonio. Opere egregiamente descritte di seguito, a cura della storica dell’arte della Soprintendenza di Matera, Dr.ssa Di Pede. La scelta di queste due opere è nata da una visita casuale del Soprintendente Arch. Francesco Canestrini, avvenuta l’anno scorso a Castelluccio Inferiore, il quale ha ritenuto di concederci questo privilegio. Questa scelta conferma, inoltre, il fatto che Castelluccio Inferiore è realmente dotata di opere d’arte eccellenti. Allestita presso il settecentesco palazzo De Lieto di Maratea, la mostra si articola in tre sale dedicate all’archeologia ed una quarta ai beni artistici. Laprima sala è dedicata a contesti archeologici dell’età del Ferro, dagli Enotri ai Lucani, nella quale si colgono appieno le influenze magno greche nei confronti delle popolazioni locali. La seconda salaè dedicata all'avvento dei romani in Lucania e alle novità legate alla loro dominazione, con lo sviluppo della città di Grumentum, che da piccolo abitato divenne in età imperiale la città più importante della Regio III: Lucania et Bruttii. La terza sala espone reperti da contesti insediativi rurali tardo romanie tardo antichi, concentrando l’attenzione sul modello della villaquale nuovo polo di controllo e gestione del territorio circostante.

Oreste Roberto Lanza

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