“Non si può minimamente pensare di cancellare la vicenda dell’industrializzazione fallita nelle aree del terremoto del 1980 con un colpo di spugna o magari con interventi tardivi come quelli annunciati ieri dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Potenza di efficentamento energetico nelle aree industriali di Senise e Viggiano”. Lo ha sostenuto, in un incontro elettorale, Maria Luisa Cantisani, candidata alle europee (circoscrizione Sud) nella lista Italia dei Valori. “I dati sul fallimento dei processi produttivi ed occupazionali nelle aree industriali (art.32 ex legge 219/81) in provincia di Potenza – ha aggiunto – dimostrano che a Viggiano, per esempio, nonostante le ingenti risorse spese per infrastrutture e i contributi agli imprenditori, i posti di lavoro realizzati (ad eccezione dell’Eni), a distanza di 25 anni, sono poche centinaia. In totale rispetto agli addetti previsti a Balvano, Tito, Baragiano, Isca Pantanelle, Melfi, Nerico, Viggiano e Valle di Vitalba, siamo a poco più del 50% dei livelli occupazionali effettivi, con la funzionalità di due terzi delle aziende che hanno goduto di aiuti di Stato. Purtroppo – dice Cantisani – è improponibile persino pensare ad un’altra commissione parlamentare d’inchiesta: quella “storica” presieduta da Zamberletti ha prodotto documenti rimasti agli atti. Ma non per questo si deve rinunciare a individuare e perseguire responsabilità prima di tutto personali e specie di pseudo imprenditori: il caso della Sinoro di Tito è il più emblematico sulla carenza in materia di controlli”. Per Cantisani inoltre “risposte definitive sul risanamento e il rilancio dei Consorzi Asi di Potenza e Valbasento devono venire dalla politica e dalla Giunta Regionale che possono accelerare i tempi della riforma contenuta nelle proposte programmatiche del centrosinistra lucano per dotare i nuclei industriali di strumenti adeguati (e non carrozzoni a nomina politica) ad utilizzare lotti e capannoni in disuso ed attrarre nuovi investimenti”.  

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