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Ad Episcopia, insieme a Pino Aprile, grida forte per riscrivere la storia dell’unità d’Italia

Parte dalla valle del Sinni, in particolare da Episcopia, il grido forte e ambizioso di lavorare tutti insieme per riscrivere la storia dell’Unità d’Italia e per dare verità ai tanti briganti morti per difendere i confini delle loro terre e il mondo fatto di valori autentici. Non più una storia bandita, ma la storia vera di un popolo depredato da massoni e corruttori. Questo in sintesi le ragioni e le speranze emerse nell’incontro storico- culturale organizzato dall’Associazione Epicanto in collaborazione con la testata giornalista BasilicataNotizie, il Gal-Cittadella del saperee con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Episcopia.Nella sala multimediale del bellissimo convento di San Antonio, alla presenza dello scrittore, giornalista e storico Pino Aprile il dibattito si è sviluppato e ampliato intorno al titolo dato all’incontro - “Quante bugiesull’unità d’Italia: riscriviamo la storia” Dopo il saluti istituzionali del Sindaco , Biagio Costanzo che ha sottolineato l’importanza di riflettere attentamente sul tema proposto , la professoressa Elisa Conte Colangelo, Presidente dell’Associazione Epicanto ha ricordato di come “l’Unità d’Italia non fu creata nei modi migliori , ma semplicemente con le fucilate , con gli eccidi già all’indomani della conquista della Sicilia e con i morti di Bronte e Finestrelle che gridano ancora vendetta”. “Ci sono fatti- ha precisato Elisa Conte Colangelo- non ancora chiariti” D’accordo su quanto detto anche Nicola Timpone, responsabile marketing della Lucana Film Commissionche non ha mancato di rinverdire di come “questi momenti culturali e storici sono importanti e necessari per ricordare e rafforzare l’identità di queste terre di Lucania che hanno bisogno di sostegno e valorizzazioni” La relazione introduttiva, affidata alla Testata giornalistica BasilicataNotizie, nel dare luce ai fatti veri che hanno caratterizzato il periodo storico, ha messo in rilievo di come ,in questo intrigo internazionale,  un complotto tra speculatori , massoni e lobby di vario genere, a farne le spese fu la gente comune quella che in fin dei conti cercava  libertà e dignità.“La storia non è altro che la versione dei fatti- ha esordito Pino Aprile –fornita dai vincitori.Il primo diritto che perdono i vinti è quello della memoria, dell’identità e quindi della dignità. Il vinto è una persona minore” Ha iniziato così la lunga e precisa relazione Pino Aprile scrittore e giornalista pugliese che ha elencato fatti e verità con una precisione si potrebbe dire millimetrica. Ha elencato fonti giornalistiche e scritti del tempo e leggi approvate che raccontano un'altra storia. Date e numeri degli stermini messi in atto dal regime sabaudo per liberare non si sa da chi il territorio del Sud. Un’annessione pagata a caro prezzo con il quale si costrinse un popolo a rinnegare la propria storia, la propria cultura attraverso l’imposizione delle leggi piemontesi per le quali si ribellò il popolo vero. I briganti. Su questo molti anni orsono Indro Montanelli sostenne che “La guerra contro il brigantaggio, insorto contro lo Stato unitario, costò più morti di tutti quelli del Risorgimento. Abbiamo sempre vissuto sì dei falsi: il falso del Risorgimento che assomiglia ben poco a quello che ci fanno studiare a scuola"

Oreste Roberto Lanza

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