Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato dal "Quotidiano del Sud". La vicenda come si spiega, riguarda l'ex governatore della Basilicata, che potrebbe aver esercitato alcune "pressioni" su un veterinario dell'Azienda sanitaria locale per sbloccare la pratica di risarcimento di un amico allevatore proprietario di un’azienda di maiali.

C’è un imprenditore, Donato Curcio, allevatore di maiali, che ha bisogno di sbloccare una pratica. Così si rivolge a un politico, Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute del governo Renzi, che secondo i pm di Potenza si sarebbe mostrato disponibile a dargli una mano e per questo è stato iscritto nel registro degli indagati per induzione indebita. Il nome dell’ex presidente della Regione Basilicata compare in una richiesta di misure cautelari datata 27 giugno 2016, emessa nell’ambito di un’inchiesta sulla centrale a biomasse di Picerno, comune del potentino. La vicenda, riportata dal Quotidiano del Sud, aveva inizio nel 2014, anno in cui Curcio si era visto costretto ad abbattere quasi 2mila maiali del suo allevamento di contrada Boscotrecase perché malati. L’erogazione dell’indennità di 800mila euro prevista per l’abbattimento era stata bloccata a causa di alcune infrazioni di cui era stato accusato l’allevatore. Così, secondo gli inquirenti, quest’ultimo aveva chiesto a De Filippo di intercedere presso un veterinario dell’Azienda sanitaria locale di Potenza, Vito Bochicchio, perché si pronunciasse in favore dello sblocco. “Solo tu puoi cercare di, di mediare su una situazione molto, molto importante… con il comune amico, il servizio veterinario – dice lo scorso febbraio, intercettato, l’imprenditore al sottosegretario – insomma tu sai che è successo un grosso casino”. E De Filippo, stando ai verbali, indica immediatamente il veterinario in questione: “Bochicchio”. “Prima che si proceda, denunce personali… queste cose, io penso che tu puoi dare una valutazione alla cosa – prosegue allora Curcio – (…) perché tu sei l’unico all’altezza del co… sia come persona, sia come conoscenza della materia”. I due, ricostruisce ancora il Quotidiano del Sud, si danno quindi appuntamento per discutere di nuovo della questione davanti a un caffè il lunedì successivo, in un bar nei pressi dell’abitazione del sottosegretario. Quel giorno l’allevatore e il politico vengono pedinati e gli inquirenti annotano che “Curcio esibiva a De Filippo alcuni fogli dove era ben visibile il logo Asp (l’Azienda sanitaria locale, ndr), proferendo alcune frasi tra cui ‘… a me mi bloccano tutto’. De Filippo guardando la documentazione presentatagli proponeva: “Ci dobbiamo incontrare con Bochicchio, tutti e tre, nel fine settimana…’. Inoltre nei pressi della cassa del bar il sottosegretario, con il telefono cellulare in mano, riferiva a Curcio: ‘… gli ho telefonato ma non c’è… ci sentiamo venerdì…'”. Nella richiesta, i magistrati spefificano che “la vicenda predetta, che è stata stralciata e forma oggetto di separato procedimento, meriterà ulteriori approfondimenti investigativi” per capire ci siano state “pressioni di qualunque tipo” da parte del sottosegretario. Che si difende: “Non ho ricevuto nessun avviso a riguardo”, ha spiegato De Filippo al Quotidiano del Sud prima della partenza per il G7 sulla sanità in Giappone in programma l’11 e il 12 settembre. Il veterinario chiamato in causa nelle intercettazioni, da parte sua, ha negato di essere stato mai contattato dall’ex governatore.

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