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Il Tar Lazio sospende il bonus benzina. Ma i parlamentari lucani del Pdl rassicurano: quel tre per cento delle royalties non si tocca”

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso presentato dalla Regione Veneto, e congela fino al marzo del 2012 l'erogazione del bonus idrocarburi per i residenti in regioni in cui ci sono attività di estrazione petrolifera. E in Basilicata scoppia la polemica. La buona notizia di qualche giorno, che riportava la quantificazione del bonus a circa 250 euro a fronte dei 90 di cui si era parlato all'inizio, non ha fatto in tempo a diffondersi che per i lucani è arrivata la doccia fredda. Niente bonus benzina. Almeno per il momento.

La decisione del Veneto di presentare ricorso era legata all'assenza, nel decreto interministeriale del 12/11/2010, di compensazioni per le regioni in cui vi è la presenza di rigassificatori, in funzione in quella regione a Porto Vigo (Rovigo). Il ''bonus'' riguarda le sei regioni (Molise, Calabria, Puglia, Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Basilicata) in cui c'è produzione di idrocarburi. Tutto questo mentre in Basilicata ci sono ancora le file agli sportelli delle poste per ottenere la sospirata card. E così è partita subito la roulette delle dichiarazioni.

Se Frammartino del Prc si chiede "perché i benefici del petrolio lucano devono essere distribuiti anche al Veneto che non estrae petrolio", il segretario regionale della DC-Libertas della Basilicata Giuseppe Potenza rivolge un invito a tutti i parlamentari lucani, alla Giunta e ai partiti regionali di tutti gli schieramenti politici perché intervengano sul Ministero per lo Sviluppo Economico, titolare del provvedimento, per "affermare un principio che è di legittimità ed equità a favore di una comunità che paga conseguenze altissime per la convivenza con l'attività petrolifere in cambio di benefici ancora troppo limitati." Per Aitulio e l'Idv " occorre affermare il principio della titolarità delle scelte che riguardano la gestione degli utili del petrolio lucano", con buona pace dell'antileghismo militante, mentre per il falco finiano Egidio Di Giglio "c'è un solo modo per reagire all'attacco leghista che viene dal Veneto contro gli interessi della Basilicata: disdire il Memorandum d'Intesa sul petrolio e rifiutarsi di avviare le trattative con il Governo fino a quando non sarà data certezza del ripristino della card carburanti".

E pensare che solo fino a ieri tutti parlavano di "elemosina per il popolo lucano" e di "regione colonizzata dalle compagnie petrolifere".

A stemperare gli animi e rassicurare sui benefici del decreto sul bonus benzina per i lucani ci provano i parlamentari lucani del Pdl. "Un intralcio che risolveremo e che non inficia il diritto dei lucani, sancito dall'art.45 della legge sviluppo del 2009", spiegano il sottosegretario Guido Viceconte, il sen. Cosimo Latronico e l'on. Vincenzo Taddei. Nonostante la sospensione in via cautelare del dm interministeriale, spiegano in una nota, "resta impregiudicato il diritto dei lucani ad ottenere il vantaggio della riduzione del prezzo del carburante, mentre viene rivendicata una compensazione che secondo la Regione Veneto sarebbe stata trascurata, per quei territori che ospitano impianti di rigassificazione."

Niente paura, dunque, dal momento che i parlamentari lucani contano di risolvere il problema già nei prossimi giorni, chiedendo al ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, che venga riconosciuto il diritto di compensazione anche alle regioni con rigassificatori, mentre la cosa certa, riporta la nota , è che "il fondo alimentato con il tre per cento del valore delle estrazioni petrolifere spetta esclusivamente ai lucani".

Redazione

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