Per la rimozione dei fanghi che ricoprono l’area archeologica di Metaponto arrivano i fondi. Sono una parte del milione di euro che il governo regionale ha stanziato per far fronte ai danni causati dall’alluvione che il 7 e 8 ottobre scorsi  ha praticamente sommerso il Metapontino e l’intera fascia jonica, causando vittime e danni a imprese e abitazioni.   La Giunta regionale, infatti, su proposta dell’Ufficio Risorse finanziarie e Bilancio, ha approvato una variazione al bilancio di previsione 2013-2015, per l’esercizio finanziario 2013, che prevede lo stanziamento di un milione di euro per fronteggiare i danni causati dal maltempo che ha interessato la fascia jonica.
Un successivo provvedimento del dirigente del dipartimento Infrastrutture e mobilità, stabilirà le modalità di ripartizione e di utilizzo delle cifre individuate. La prima somma stanziata sarà impiegata per rimuovere l’enorme quantità di fango che si è riversata nel sito archeologico, ripulirlo e metterlo in sicurezza.
Ma se il fango verrà rimosso dall’area archeologica, per la quale si è mosso anche Vittorio Sgarbi, le polemiche sono già venute alla luce molto prima dei gioielli della Magna Grecia. È la terza volta in soli 5 anni, infatti, che questi gioielli del patrimonio archeologico italiano vengono sommersi dall’acqua, senza contare i danni agli imprenditori agricoli e le vittime di Ginosa. Questa volta, però, l’acqua ha raggiunto il metro e mezzo di altezza, e ha raggiunto i capitelli delle Tavole Palatine. Una situazione insostenibile che, dopo un primo intervento delle pompe idrovore che hanno rimosso l’acqua, continua a minacciare l’antico tempio di Hera. Per rimuovere il fango sono stati destinati 200 mila euro del milione destinato all’intero intervento di emergenza per l’intero territorio.

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