Pronto un piano di interventi a sostegno dell’accesso al credito di oltre 1.400.000 Pmi a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome. In particolare, verranno attivati specifici plafond bancari per nuovi investimenti e l’avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato.
A questo mira il Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili firmato tra Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza della Cooperative Italiane.
A riferirlo è Rete Imprese Italia della provincia di Potenza costituita per iniziativa delle strutture provinciali di Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.
Le banche che aderiranno al Protocollo indicheranno il plafond finanziario dedicato che potrà essere utilizzato per la concessione di finanziamenti in relazione a specifiche linee di intervento:
• “Investiamo nelle donne ” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
• “Donne in start-up ” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese, ovvero l’avvio della libera professione;
• “Donne in ripresa ” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.
Prevista anche la possibilità di sospensione del rimborso dei finanziamenti, per un periodo fino a 12 mesi, in casi di maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma; grave malattia, anche del convivente o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.
Per i finanziamenti sono previste condizioni competitive rispetto alla normale offerta su operazioni simili e con lo stesso grado di rischio.
E’ un significativo passo in avanti in direzione dell’accoglimento – commenta Fausto De Mare, presidente provinciale Confcommercio – delle nostre proposte tenuto conto che secondo il recente rapporto dell’Osservatorio Confcommercio il 7,4% delle imprese femminili del terziario ha chiesto finanziamenti alle banche nell'ultimo trimestre del 2013, di queste il 62,4% non lo ottiene o lo ottiene in misura inferiore a quello richiesto. Peggiorano tutte le condizioni generali del credito ad accezione di quelle relative ai tassi di interesse, il 60% delle imprese del terziario femminili giudica peggiorato il costo dei servizi bancari nel complesso. A differenza di quanto registrato per quasi tutti gli indicatori economici, la situazione in questo caso appare decisamente più preoccupante per il segmento delle imprese di ''genere'', confermando le maggiori difficoltà delle stesse nel rapporto con gli istituti di credito. Per il 79,5% delle imprese rosa – che in Basilicata rappresenta il 26,5% del totale - proseguono le difficoltà nel rispettare gli impegni a livello finanziario (erano il 74,8% nel trimestre precedente). I ricavi sono ancora in flessione (per quasi il 60% delle imprese intervistate sono diminuiti rispetto ai 3 mesi precedenti) anche se la situazione risulta meno grave rispetto a quanto rilevato per il totale delle imprese nazionali del terziario. Non si registrano accenni di ripresa nei principali indicatori economici aziendali e si segnala un ulteriore deterioramento dell'occupazione: 1 impresa donna su 3 ha dovuto tagliare il personale. Il rapporto tra le imprenditrici del terziario ed i propri fornitori continua a migliorare sotto il punto di vista dei prezzi praticati da questi ultimi (per il 7,7% delle imprese). Nonostante tutto, pero' – afferma il dirigente Confcommercio - emerge una percezione delle imprese femminili del terziario meno negativa riguardo l'andamento generale dell'economia del Paese rispetto, sia al totale delle imprese del terziario, sia alle rilevazioni del trimestre precedente presso le stesse imprese femminili.

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