Anche quest’anno il Carnevale di Satriano si veste dei riti ancestrali dell’uomo-albero, grazie ai quali l’uomo e la natura si fondono e si confondono dando vita ad un’affascinante favola ecologica. L’evento carnevalesco dalle radici antiche, che vede protagonista il centro storico reso noto dagli innumerevoli murales che ne ornano le facciate delle case, nell’edizione 2013 ha una marcia in più, grazie al patrocinio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, che contribuisce a rendere speciale l’evento che si terrà il prossimo 10 febbraio. Un evento che ripropone la tradizionale leggenda dell’eremita, degli orsi e delle quaresime, personaggi che ripercorrono le storie di questa terra in cui si rappresentano le maschere tipiche che accompagnano il corteo nuziale del matrimonio, intorno al quale si ricostruisce l’offerta enogastronomica del carnevale satrianese. Lo scopo dell’intervento del Parco è quello di approfondire la dimensione relazionale fra l’uomo e il paesaggio di cui fa parte, per recuperare il rapporto con la natura e la possibilità degli abitanti di fondersi con il paesaggio in cui vivono. Almeno per un giorno, quello di Carnevale appunto, in cui il rito del capovolgimento dell’antica tradizione dei Saturnali, non coinvolge l’aspetto sociale ma quello più strettamente esistenziale, legato al profondo radicamento dell’uomo lucano con la propria terra e allo stretto rapporto tra i piccoli borghi e le aree verdi circostanti, risorsa per le popolazioni ma anche fonte di fantastiche immagini e misteriose paure. 
 


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