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Piena del torrente Raganello nel Parco del Pollino: recuperati tutti i dispersi

 

Sono dieci le vittime, 6 donne e 4 uomini, della piena del torrente Raganello, che ieri ha travolto numerosi escursionisti nelle Gole del Raganello a Civita, nel Parco Nazionale del Pollino, in Calabria. La protezione civile regionale, infatti, ha rivisto il numero dei morti che in precedenza era stato dato ad 11. A causare l'errore, secondo il capo della protezione civile regionale Carlo Tansi, 'è stata una sovrapposizione di informazioni. Gli ultimi tre dispersi, di origini pugliesi, sono stati recuperati nel versante lucano del Parco, per la precisione a Colle Impiso. Ad essere travolti dall’ondata non sono stati solo due gruppi di escursionisti ma anche persone che avevano deciso di fare un tuffo nel torrente. Il corpo di una adolescente è stato infatti recuperato con addosso solo il costume da bagno, senza l’attrezzatura e l’abbigliamento necessari per inoltrarsi nelle gole. Undici i feriti ricoverati, di cui 5 gravi: tra loro una bimba di 8 anni, recuperata in stato di ipotermia e trasferita in eliambulanza al Cardarelli di Napoli per la criticità delle sue condizioni. Le ricerche non si sono mai interrotte: sono andate avanti tutta la notte e sono proseguite stamattina per verificare che non ci fossero dispersi. La forza dirompente dell’acqua, alimentata dal violento temporale abbattutosi nella zona, ha scaraventato i turisti fino a 5 chilometri di distanza dal punto in cui sono stati travolti. I sopravvissuti riferiscono di un boato, seguito da un muro di fango che ha trascinato via tutto. Per questo alcune squadre sono state spostate dal Ponte del Diavolo a valle, sulla foce del fiume, nel timore che alcuni cadaveri fossero finiti in mare. «E’ stato un vero e proprio tsunami - afferma il vicepresidente del Soccorso alpino, Giacomo Zanfei -, sono eventi che capitano una volta nella vita». Chi è intervenuto per primo sul posto racconta di scene «terrificanti» e «d’inaudita violenza». Un testimone oculare parla di tragedia annunciata: «Questo posto è diventato un luna park - denuncia -. Non è possibile vedere bambini con infradito che si avventurano per i sentieri e donne con vestiti da spiaggia». La procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo, ancora contro ignoti, per omicidio colposo, lesioni, inondazione e omissione d’atti d’ufficio, per accertare eventuali risvolti penali della vicenda: «Bisogna capire perché gli escursionisti erano lì» nonostante le pessime condizioni meteo, dichiara il prefetto Paola Galeone. L’autopsia sui corpi non è ancora stata disposta, ma presentano tutti i traumi tipici del violento trascinamento in acqua. Sulla sicurezza «si deve fare di più - dichiara il presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra -, sebbene in questo caso ci troviamo davanti ad un evento imprevedibile che ha colpito e sorpreso perfino le guide». Anche per Zanfei si è trattato di una tragica fatalità: «Le guide sono bravissime, specializzate, di alto livello, non sono improvvisate, nessuno va criminalizzato». Tra le vittime c’è uno degli accompagnatori della comitiva di escursionisti: il 32enne Antonio De Rasis, che è stato tra i volontari intervenuti nell’hotel di Rigopiano distrutto dalla valanga nel gennaio 2017.

 

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