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Bimbi maltrattati a scuola, arrestate 4 maestre. Il Codacons ribadisce la videosorveglianza nelle scuole

Quattro maestre della scuola materna Montessori di Capurso in provincia di Bari, sono finite ai domiciliari per gravi maltrattamenti nei confronti dei loro piccoli alunni. Le quattro donne arrestate oggi, tutte originarie del barese, sono accusate di aver messo in atto violenze psicologiche e fisiche quotidiane nei confronti di almeno 13 bambini al loro primo anno di scuola. I carabinieri, svolte le indagini, hanno accertato che le insegnanti nel corso dell’anno scolastico 2017/2018 hanno messo in atto numerosi comportamenti violenti e molesti. I bambini, di soli tre anni,  in tantissime occasioni sono stati strattonati, percossi, minacciati di essere legati e presi a schiaffi sulle braccia e sul volto. Puniti in modo disumano i piccoli quando erano rimproverati erano costretti a rimanere in un angolo della classe con il volto verso il muro o con il capo riverso sul banco in posizione sottomessa, intimoriti dalle minacce delle loro insegnanti, le quali, se solo i bambini si permettevano di sollevare il capo, con forza glielo sbattevano nuovamente sul banco. Stando a quanto accertato, i bambini per buona parte della mattinata erano costretti a stare seduti ed appellativi come “monelli, cattivi, rimbambiti, pappamolli” erano mortificazioni quotidiane minori rispetto al resto e alle minacce di morte che spesso ricevevano se non rispettavano le rigide e folli regole delle maestre. La misura cautelare è stata eseguita su disposizione del Gip del Tribunale di Bari Francesco Agnino. «I bambini avevano lividi in testa ed erano in uno stato pietoso, sporchi di cacca, pipì e vomito. I bambini non si toccano»afferma la rappresentante della classe in cui lavoravano le quattro maestre ora agli arresti domiciliari«mi hanno raccontato di lividi in testa e ora, vedendo i video, abbiamo capito. Loro si giustificavano dicendo che i bambini erano vivaci e non scolarizzati e che si procuravano i lividi malmenandosi tra di loro, ma non era vero. All’inizio non c'erano fatti evidenti - dice - ma una mamma capisce quando qualcosa non va. Anche se non erano i miei figli, sono arrivata fin qui e non mi arrendo. La devono pagare. All’inizio dello scorso anno scolastico, i bambini che frequentavano quella classe erano 27, ma nel corso dei mesi i genitori, preoccupati per comportamenti rilevati nei figli e nelle stesse insegnanti, li hanno man mano ritirati da quella scuola, facendo loro cambiare plesso. Le indagini dei Carabinieri sono partite a dicembre 2017, quando già alcuni bambini avevano cambiato scuola, e si sono basate inizialmente su diffuse lamentela giunte direttamente ai militari in merito a quanto accadeva, i quali, convocati alcuni genitori,hanno fortunatamente deciso, a marzo 2018, in accordo con il PM barese Marcello Barbanente, di installare microcamere nell’aula, per le dovute intercettazioni ambientali proseguite fino al mese di maggio 2018. Porre fine a questi assurdi comportamenti è doveroso e fondamentale ma non sempre porre rimedio ai danni subiti è possibile. Chi si accanisce contro i bambini e sfoga i propri nervosismi su di loro perlomeno non dovrebbe mai più lavorare a contatto con i più piccoli. Episodi simili purtroppo si ripetono e sicuramente l’idea di inserire la videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia si ripropone un deterrente utile ad evitare questi comportamenti lesivi. «L'episodio avvenuto nel barese, dove 4 maestre sono state arrestate con l’accusa di maltrattamenti a danno dei bambini, dimostra ancora una volta l’esigenza di installare telecamere di videosorveglianza in tutte le scuole italiane». Lo afferma ancora una volta il Codacons, che da danni chiede provvedimenti contro le violenze commesse all’interno degli istituti scolastici. Questa "è l’ennesima dimostrazione di come non ci sia più tempo da perdere, e occorra velocizzare l’iter per approvare il disegno di legge sulla videosorveglianza nelle aule - spiega il presidente Carlo Rienzi - Oramai episodi simili sono quasi quotidiani, e l’unico strumento per impedire atti di violenza è il ricorso alle telecamere, in modo da prevenire abusi di qualsiasi tipo e punire i responsabili di maltrattamenti e illeciti, i quali devono essere allontanati dalle scuole e rispondere penalmente delle proprie azioni».

Silvia Silvestri

 

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