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Zone economiche speciali interregionali. Berlinguer: legge con tempi certi, assenza di vincoli e risorse finanziarie

A Taranto incontro pubblico sulle Zone Economiche Speciali Interregionali. Al “Nautilus”, alla presenza di Giuseppe D'Ettorre del Gruppo di lavoro dell'Autorità di Sviluppo Portuale del Mare Jonio, Sergio Prete, Presidente dell'Autorità di Sviluppo Portuale del Mare Jonio, Antonella Scardino, Consulente della commissione Europea per le start up delle ZES e Aldo Berlinguer, del gruppo di lavoro tecnico – scientifico del Piano strategico per Taranto, per cercare di individuare e chiarire le prospettive di sviluppo per il Sud. Un incontro dove i soggetti interessati hanno cercato di raccogliere indicazioni per massimizzare il risultato relativo al processo di realizzazione del progetto. L’incontro tarantino fa seguito a quelli promossi dalla Presidenza del Consiglio il 6 e 7 novembre con l’obiettivo di inquadrare il modello ZES nel contesto nazionale.
“Il Sud - ha esordito Aldo Berlinguer -è il vero laboratorio delle Zes. Intanto, a differenza delle altre regioni, ha due Zes, la Sicilia e la Puglia. Poi ci sono quelle Interregionali, la Basilicata e il Molise che da poco ha chiesto di accedere alla Zes Adriatica”. Gli ostacoli sono tanti e diverse tra le quali le normative esistenti. “Noi vogliamo – ha precisato Berlinguer – delle Zes centrate sulla portualità, sulla logistica e le infrastrutture, proprio su queste le norme evitano l’applicazione del credito di imposta su indicazioni da parte anche dell’Europa”. Un Europa che penalizza lo sviluppo al Sud. “La mia seria preoccupazione – ha aggiunto Berlinguer – è quella della simmetria che c’è tra la durata della Zes e quella del beneficio fiscale. In altri termini si prevede una Zes a 7 anni ma il beneficio fiscale dura 3. Se così è, gli investitori avranno un problema. Nella realizzazione del piano industriale non sapranno quali sono le poste di intervento che scontano il credito di imposta”.
Ma il credito di imposta non è il solo. Su molti territori ci sono ancora vincoli che impedirebbero l’applicazione delle Zes. “È cosi – continua Berlinguer – il caso è quello del porto di Gioia Tauro. Li vicino vi è un agrumeto che fin dagli anni 70 ha un vincolo paesaggistico. Oggi che l’agrumeto non c’è più, continua ad esserci il vincolo. Questo fa capire quale problema serio si può determinare nel momento in cui si cala la Zes sul territorio”. Ci vuole un intervento normativo deciso e chiaro. “Una legge – conclude Berlinguer – ha avvii un’azione di bonifica dei territori eliminando da subito i vari vincoli ancora esistenti. Secondo i danari dovranno essere precisati, le procedure terminate dando tempi certi e veloci. Questo è la linea per applicare le Zes”.


Oreste Roberto Lanza
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