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Bardi: "La Basilicata è una delle sei regioni gialle d'Italia. Però non deve farci abbassare la guardia"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo DPCM con le nuove misure che saranno osservate in tutta Italia dal 16 gennaio al 5 marzo. Da domenica tre quarti dell’Italia non sarà più in zona gialla. In sette giorni passano da 5 a 15 le Regioni italiane rosse o arancioni, in base al monitoraggio della Cabina di regia e alle richieste di alcune amministrazioni locali. L’indice Rt nazionale è di 1,09. I tecnici del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità scrivono che “questa settimana si mantiene un livello generale di rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile dovuto ad un continuo aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni e Province”.
Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano saranno rosse; Abruzzo, Calabria, Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria, Val d'Aosta e Veneto saranno arancioni; Basilicata, Campania, Molise, Provincia Trento, Sardegna e Toscana in zona gialla.
Istituita la zona bianca per le regioni con un livello di rischio basso, "ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti". Ad oggi, però, nessuna regione è considerata bianca.

Niente quarantena per chi arriva dall’Ue perché basterà un tampone rapido fatto nelle 48 ore precedenti. Restano bloccati, fino al 5 marzo, gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda e possono ripartire le crociere di navi italiane. Conte blocca ancora gli spostamenti tra tutte le regioni fino al 15 febbraio, ha reso più severi i criteri che porteranno automaticamente le regioni in zona arancione e rossa.
Il governo ha tolto la zona arancione in tutta Italia nel week end ma ha messo parametri più stringenti per la zona gialla. Così con un valore di Rt calcolato prendendo l’intervallo inferiore dei due dai quali si ricava la media, superiore a 1 si diventa arancioni anche con il rischio moderato (con 1,25 invece si va in rosso) ma quando il rischio è alto si entra nella stessa zona anche con un Rt sotto 1.
“Siamo – dice il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – in una fase di crescita lieve, senza un’impennata della curva, grazie alle misure adottate”. I primi frutti delle misure adottate stanno dunque arrivando e “l’incremento contenuto vuol dire che in qualche modo si è riusciti a frenare la corsa del virus” aggiunge il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. In calo anche la mortalità, anche se la diminuzione del numero delle vittime ha subito un rallentamento. Lo stesso per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto in terapie intensiva e area medica “che si è un po’ fermata, quindi siamo ancora in una fase di stabilità. La probabilità che si possa pero superare la soglia critica, però, riguarda molte regioni ed è opportuno intervenire tempestivamente” conclude Brusaferro.
Riguardo al tema dell’occupazione dei posti letto. “Sono 12 le Regioni e Province – scrivono i tecnici – che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (contro 13 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 a 2.636. Il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta anche lievemente, passando da 23.317 a 23.712.

Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive”.

Ecco una sintesi di cosa cambierà per i prossimi cinquanta giorni:
Spostamenti:
Resta il "coprifuoco" dalle 22 alle 5 e le raccomandazioni a spostarsi durante la giornata anche all’interno del proprio comune solo per urgente necessità. Dalle 5 alle 22 invece resta la possibilità di recarsi in abitazioni private per un massimo di due persone, eccezion fatta per minori di 14 anni e persone con disabilità.
Consentito il ricongiungimento familiare, se fuori regione, solo a patto che il familiare è in condizione di necessità, solo e non autosufficiente. Consentito, invece, il ricongiungimento con il coniuge solo se muniti di autocertificazione, a patto che le coppie si ritrovino nell’abitazione che normalmente condividono e non, ad esempio, in una seconda casa fuori regione. Consentito il ritorno presso il comune di domicilio o residenza.
È consentito andare nelle seconde case ma solo in base al colore della regione in cui ci si trova. Chi è in zona rossa decisamente no, perché ci si può muovere solo per lavoro, salute o necessità. Chi è in zona arancione può raggiungere la seconda casa se questa si trova all’interno dello stesso comune, chi è in zona gialla o chi riuscirà a entrare in futuro in zona bianca potrà andare ma, almeno fino al 15 febbraio, solo all’interno dei confini regionali.
Scuola:
Dal 18 gennaio previsto il rientro in classe per le scuole secondarie di secondo grado ma con delle limitazioni: "Almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza".

Bar e Ristoranti:

In buona parte d’Italia bar e ristoranti saranno chiusi. Nelle zone rosse e arancioni, infatti, i locali non saranno aperti al pubblico. Visti gli assembramenti da movida che continuano a verificarsi da nord a sud, il governo ha deciso di vietare ai bar la vendita di bevande da asporto dopo le 18. Ristoranti, pizzerie, pollerie, paninerie dovrebbero invece poter continuare a vendere cibo. La lista degli esercizi, con i rispettivi codici Ateco, che potranno continuare a vendere con l’asporto è allegato al Dpcm. Sarà invece sempre consentita la consegna a domicilio. Nelle regioni che rimarranno in giallo bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie saranno aperti fino alle 18 con l’obbligo di non più di 4 persone per tavolo. Nelle zone bianche potranno riaprire anche a cena.

Piscine e Palestre:
Chiuse ancora piscine e palestre, mentre consentito lo sport all'aperto osservando la distanza di sicurezza dalle altre persone di almeno due metri, anche se si corre, si va in bicicletta o si fa ginnastica in uno spazio aperto. Non sono consentiti sport di squadra o di contatto. Restano chiuse le strutture sciistiche.
Musei:
I musei riapriranno solo nelle zone gialle e naturalmente nelle zone bianche ma soltanto durante i giorni feriali con un meccanismo di prenotazione che consentirà il massimo contingentamento per fruire della visita rispettando il distanziamento e solo per la parte di esposizione permanente. Non ci saranno dunque mostre aperte. Nelle zone arancioni e rosse invece i musei rimarranno ancora chiusi. Cinema e teatri chiusi ovunque.
Concorsi: Sospese ancora tutte le prove concorsuali, ad esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, mentre dal 15 febbraio 2021 sono consentite le prove selettive dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova.

La vicina Puglia, in zona arancione da lunedì, vedrà sospesa l'attività di ristorazione, consentito solo l'asporto per i bar fino alle 18 e le consegne a domicilio. Chiuse palestre e piscine, teatri e musei. "La Basilicata è una delle sei regioni gialle d'Italia" scrive in un post su Facebook, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi "Una buona notizia che però - ha concluso il governatore lucano - non deve farci abbassare la guardia".

 

Silvia Silvestri


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