Una volta di più ribadiamo il nostro secco no alla reiniezione delle acque di produzione petrolifera effettuata in spregio a quanto previsto da una delibera del Comitato dei Ministri, datata febbraio 1997; il nostro no a ulteriori permessi di ricerca sulla terraferma e a un incremento dei barili estratti che vada oltre gli sciagurati accordi stipulati con Total ed Eni. No al progetto Pergola 1 e ad ulteriori “buchi per terra” nella Valle dell’Agip e nel resto della regione. Il territorio lucano in questi anni ha pagato un prezzo altissimo in termini di contaminazione delle matrici ambientali. Proseguire sulla rotta imboccata nel 1998 è pura follia e di certo, gioverà ripeterlo, non è nell’interesse né dell’Italia, né della Basilicata. Quanto sta avvenendo in queste ore in località Civita di Marsico Vetere, la decisione del Tar di sbloccare come ampiamente previsto i permessi di ricerca Masseria la Rocca e Palazzo San Gervasio, dovrebbe indurre a una seria riflessione sulle rassicurazioni fornite nei mesi scorsi dalla Giunta regionale lucana e dal Presidente Pittella. Altro che 154mila barili al giorno! Se non ci sarà una azione e reazione seria, nutrita da atti, quasi tutto il territorio lucano finirà per essere interessato da ricerche petrolifere e coltivazioni di idrocarburi. Infine, ma non ultimo, ci saremo per invitare la Regione a rispettare la sua propria legalità in materia di Codice dei beni culturali e paesaggistici, approvando quel Piano Paesaggistico regionale che manca da ben 11 anni.  

 

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni

 

0
0
0
s2sdefault