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Rosella (IdV): bene il Primo Maggio a San Costantino. Stimolo per aree interne

“La coraggiosa scelta di Cgil, Cisl, Uil Basilicata di dedicare il Primo Maggio, Festa del Lavoro, oltre ai problemi della sicurezza nei posti di lavoro, alle aree interne e alla promozione di cittadinanza attiva è un ulteriore stimolo alla politica a procedere più speditamente al cambiamento ripartendo dai territori e dalle comunità locali che nel simbolo di San Costantino Albanese racchiudono l’antica e sempre irrisolta “questione aree interne”. E’ il commento di Angelo Rosella, segretario regionale Italia dei Valori sottolineando il “significato della strategia sindacale che vede le aree interne come motore possibile di sviluppo e luogo di un nuovo stretto legame tra i valori di cittadinanza, solidarietà e ritorno alla comunità quale elemento centrale. Proprio a partire da queste idee, dalla manifestazione di San Costantino, possiamo dare il nostro contributo specifico sostenendo la proposta di Cgil, Cisl, Uil di un nuovo modello di sviluppo centrato sulle specifiche vocazioni materiali e immateriali dei territori e in grado di non disperdere ma, anzi, valorizzare, la dimensione comunitaria e l’identità culturale”.
“Dal futuro delle zone più svantaggiate e cosiddette periferiche della regione – aggiunge Rosella – dipende il futuro della Basilicata e delle giovani generazioni. Un esempio concreto di cosa fare in maniera semplice – dice ancora – può essere il Patto di Collaborazione che ogni cittadino attivo può sottoscrivere con il proprio Comune impegnandosi a realizzare interventi di cura e valorizzazione dei beni comuni, mediante l’attività volontaria e gratuita a servizio del bene comune, come sta già avvenendo in alcuni comuni italiani. Gli ambiti di intervento possono essere diversi e tutti rilevanti: dalla cura occasionale oppure costante e continuativa con impegno di durata di spazi ed immobili (adotta l’aiuola, il giardino, l’aula, il marciapiede davanti casa, ecc.) all’attuazione di progetti innovativi per dare risposte a bisogni sociali inediti per attività a carattere culturale, ambientale, sportivo, turistico, economico e sociale; nascita di cooperative, imprese sociali, start-up a vocazione sociale. L’obiettivo centrale resta quello di assicurare agli abitanti, specie persone anziane, dei centri minori i servizi socio-assistenziali essenziali e di qualità della vita. Solo con l’impegno diretto dei cittadini – conclude Rosella – possiamo pensare di costruire quelle condizioni e quelle opportunità di rinascita dei piccoli centri delle aree più interne che la politica sinora ha solo promesso”.

 

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