“L'Eni ferma l'attività in Basilicata, gli inquirenti indagano sull'ipotesi di disastro ambientale, più di 400 lavoratori sono messi in cassa integrazione, insieme ad altri 2000 addetti delle imprese dell'indotto: di fronte a questo scenario il governo nazionale e quello regionale non possono stare a guardare. Solleciteremo il governo nazionale ad assumersi per intero le sue responsabilità per accertare tramite l’Ispra e l'Istituto superiore di sanità se l'Eni ha inquinato le matrici ambientali creando danni alle persone ed all'ambiente, e se le attività industriali sono nelle condizioni di proseguire in sicurezza”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Cor). “L'Eni che seppure privatizzato continua ad essere un ente sotto il controllo pubblico ha il dovere di chiarire ai lucani ed all'intera nazione se ha agito nel rispetto delle migliori pratiche e dei codici ambientali. La Basilicata non può subire questa incertezza e questo quadro di insicurezza che rischia di ripercuotersi negativamente sul lavoro di migliaia di persone e sulla reputazione dell'intera regione. Nè si possono attendere i tempi della giustizia che pure auspichiamo siano brevi e dagli esiti chiarificatori”.

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