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Margiotta (PD) attacca Conte: dimentica il Sud. E Toninelli fa lo spiritoso sulla TAV


"Toninelli cerca di fare lo spiritoso sulla Tav senza -peraltro- riuscirci, dimostrando di non avere ancora chiare le implicazioni di uno stop ai lavori per la Linea di Alta Velocità Torino Lione. Il neo Ministro dovrebbe chiudere la sua campagna elettorale e cominciare ad affrontare la realtà".
Lo dichiara in una nota stampa il senatore del Pd e Responsabile Infrastrutture e Trasporti del Pd Salvatore Margiotta.
"Sa Toninelli che la Tav non garantisce solo collegamenti più moderni ma anche cantieri che danno lavoro? Sa che se interrompessimo i lavori dovremmo restituire un finanziamento europeo di circa 1 miliardo di euro? Sa che abbiamo già speso 1,4 miliardi di opere preliminari? Sa che dovremmo chiudere i cantieri esistenti e metterli in sicurezza con il rischio di contenziosi con le imprese che hanno già ottenuto l'incarico per i lavori? Per non parlare dei costi indiretti in termini di perdita di credibilità del nostro Paese che diventerebbe l'anello mancante di un progetto europeo che va dal Portogallo, all'Ucraina. E questo sarebbe il governo del popolo?".
"Guidare l'Italia -conclude il senatore democratico - non è come giocare con i mattoncini del Lego. Mi auguro che Toninelli, nei prossimi mesi, dismetta i panni dell'attivista per assumere quelli di un Ministro che dovrebbe avere a cuore il lavoro e la crescita del Paese".

Il senatore Margiotta, poi, attacca direttamete il neopresidente del consiglio Giuseppe Conte.

"Come temevo il neo presidente del Consiglio Giuseppe Conte -nel corso del suo intervento- non ha fatto nessun riferimento al tema cruciale delle infrastrutture. È del tutto evidente che abbia preferito sorvolare su un argomento che nei prossimi mesi potrebbe dividere la maggioranza che sostiene il suo governo. Sarebbe, tuttavia, importante capire se le grandi opere si faranno o verranno fermate e se, dunque, prevarrà la linea della Lega o quella del M5S. Perché deve essere chiaro a tutti che bloccare gli investimenti pubblici significa far diminuire il Pil del nostro Paese, riducendo le possibilità di crescita e sviluppo".
"Stiamo parlando - continua - di un tema che appassiona poco gli elettori ma che è strategico per il sistema Paese e per le sue opportunità di essere competitivo a livello globale.
Anche sul Codice degli Appalti, la posizione del governo è apparsa assai ambigua e sembra esprimere il tentativo di tenere insieme due posizioni che sono, anche in questo caso, inconciliabili: la Lega è per l'abolizione mentre il M5S nella scorsa legislatura ha avuto un approccio giustizialista e demagogico.
Il Sud, come prevedibile, è scomparso dall'agenda politica, sacrificato sull'altare di un governo che, nonostante i numeri dei due azionisti che lo compongono, è a chiara ed indiscutibile trazione leghista.
Se oggi Conte può far finta che il tema dello sviluppo infrastrutturale del Paese non esista, nei prossimi mesi dovrà farci i conti e dire chiaramente se vuole abbandonare la strada della crescita e dello sviluppo per consegnare l'Italia a un lento e inesorabile declino", così conclude il senatore del Pd.

 

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