Sono in aumento anche in Lucania, e in vari luoghi del Sud, i casi di avvelenamento di cani, in alcuni casi randagi senza proprietà o fissa dimora. A febbraio del passato anno trenta furono uccisi a Sciacca, piccolo centro in provincia di Agrigento. A Belpasso, in provincia di Catania, il 4 gennaio scorso, i vigili urbani hanno accertato la morte di due cagnolini avvenuta per sospetto avvelenamento, sporgendo notizia di reato contro ignoti all’autorità giudiziaria competente.
Il 10 dicembre 2018, nella giornata dei diritti degli animali, a Chiaromonte, nella valle del Sinni, fu ritrovato un meticcio di lagotto avvelenato. In precedenza sempre nello stesso comune furono registrati altri casi simili. È di qualche giorno fa, prima dell’intensa nevicata che ha interessato molti dei comuni del Sud della Lucania, il ritrovamento, nel comune di Fardella di tre cani morti, probabilmente, con il solito boccone al veleno.
Vere esche mortali, disseminate luoghi pubblici, usate da gente senza scrupoli per arginare, secondo qualcuno, il randagismo, ridurre le colonie feline o metter fine a dissidi condominiali. Per avere chiaro il quadro della situazione abbiamo cercato presso il comune di Fardella di acquisire la notizia istituzionale sulla vicenda. “Di questa circostanza – precisa subito Domenica Orofino, sindaco di Fardella, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione –a livello istituzionale, non conosco la circostanza né ho ricevuto comunicazioni da parte di eventuali proprietari. Tenuto conto delle avversità atmosferiche di tipo nevoso, che hanno interessato il comune, non ho avuto il tempo di approfondire la vicenda”. In ogni caso la circostanza della morte dei cani è confermata. “A livello di voci di paese – sottolinea Domenica Orofino- sapevo che i cani morti sono due se qualcun altro è stato ritrovato non lo posso sapere. In ogni caso appena finisce l’emergenza neve, mi sono ripromessa di approfondire la vicenda con gli eventuali proprietari di questi animali. In ogni caso è mio intendimento verificare e chiarire, a breve, le circostanze di questa anomala vicenda che a mio parere è fuori i limiti di un corretto vivere civile”.  


Oreste Roberto Lanza