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Eolico in Basilicata. Manca un piano paesaggistico

“Cosa si nasconde dietro l’eolico in Basilicata? Il vento soffia ma possono infuriarsi gli affari. Il popolo lucano ha il sacrosanto diritto-dovere di sapere se è a vantaggio o meno per il suo futuro. In questo caso, è evidente che alcune organizzazioni malavitose calabre vogliono gestire alcuni colossi della bella ma svenduta Lucania”. Sono parole del Vicario parrocchiale “Cristo Re” di Pisticci don Giuseppe Di Tolve qualche giorno fa, nell’imminenza della marcia per la vita, organizzata a Pisticci Scalo, intonava alla sua gente, in particolare a chi da tempo amministra questa terra. In precedenza su questo rilevante tema, giorni prima, si era registrato un duello istituzionale tra il Sindaco di Balvano e quello di Vietri di Potenza. Il primo cittadino di Balvano in un’assemblea pubblica, nel Comune di Vietri, ha inveito contro il Sindaco Christian Giordano, reo di essersi opposto, con una delibera di Consiglio comunale (numero 32 del 19 luglio 2018), al definito eolico selvaggio. La questione eolico in Lucania esiste. Chi va in giro per la Lucania, non solo per turismo si accorge delle aggressioni che vengono perpetrate sul proprio territorio. Punto di partenza è: la Lucania non ha ancora un Piano paesaggistico. La legge urbanistica (L.R. 23/99) non è stata ancora sostituita. La Lucania non ha una legge sulle città e sul rapporto con le aree interne. La Lucania non ha uno schema di organizzazione infrastrutturale collegato alle rete Ten-T Europea (reti transeuropee (TENs) per i trasporti, l’energia e le telecomunicazioni. Nasce nel 1993 sulla base del Titolo XVI, articoli 170.172, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Le TENs consentono il funzionamento del mercato interno, collegando le regioni europee e connettendo l’Europa con il resto del mondo). Per avere un quadro chiaro bisogna partire dalla legge regionale di Basilicata 11 agosto 1999 numero 23. All’art 12 bis si dice che “la Regione, ai fini dellart145 del Decreto legislativo numero 42 del 2004, redige il Piano Paesaggistico regionale quale unico strumento di tutela, governo ed uso del territorio della Basilicata, sulla base di quanto stabilito nell’intesa sottoscritta da Regione, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo e Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare”. Il quadro normativo di riferimento per la pianificazione paesaggistica regionale è costituito dalla Convenzione europea del paesaggio cosi chiamato CEP, sottoscritta a Firenze nel 2000, ratificata dall’Italia con legge 14 del 2006 e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio con il decreto legislativo numero 42 del 2004.Tutte queste normative impongono, se lette attentamente, una struttura di piano paesaggistico evoluta e diversa dai piani paesistici approvati in attuazione della legge 431 del 1985 negli anni novanta. Nella seduta del 29 dicembre 2006, con deliberazione numero 2124, la Giunta Lucana di Vito De Filippo, indicò l’idea di creare una rete ecologica, chiamata REB, composta da personale esperto designato da ARPAB, dal dipartimento Ambiente per avviare un processo normativo atto a favorire l’elaborazione di metodi innovativi di conoscenza e analisi in grado di proporre progetti ambientali per dare origine ad una corretta programmazione e pianificazione del territorio. Il 6 agosto del 2008 con deliberazione numero 1293, la Giunta De Filippo approvò il rapporto finale concernente il “Sistema Ecologico Territoriale” suddiviso in due parti e distribuito in cinque capitoli dove si parlava di un progetto di rete ecologica, conservazione della natura e analisi dei processi di degrado, valutazione e scenari in agricoltura e dello sviluppo rurale. Il 18 marzo 2008 con delibera di Giunta numero 366 la Giunta di Vito De Filippo deliberò la redazione del Piano Paesaggistico soltanto indicando il modello organizzativo con una nota di previsione di spesa. Il capitolo “Il governo del territorio è la tutela del paesaggio” chiarisce l’idea che l’Ente regionale voleva dare al territorio. Pochi mesi dopo, il 6 agosto 2008, la Giunta De Filippo, con delibera numero 1299 indicò le modalità di selezione di un comitato scientifico per la redazione del Piano Paesistico Regionale. Siamo passati dal termine paesaggistico a paesistico. La delibera della Giunta De Filippo numero 1784 del 7 novembre 2008 è solo di carattere amministrativo. Deliberò lo schema della lettera di invito ai fini dell’affidamento del servizio tecnico di coordinatore scientifico. La delibera della Giunta De Filippo numero 2276 del 29 dicembre 2009 autorizzò lo schema di convenzione per l’affidamento dell’incarico per il coordinamento scientifico. Il 20 giugno del 2011 con deliberazione numero 879, la Giunta De Filippo confermò il protocollo di intesa tra la Regione Basilicata  , il MIBAC, ed il MATTM ( Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) per la definizione congiunta del piano paesaggistico regionale. Finalità del protocollo prevede una collaborazione istituzionale per una corretta gestione del territorio con una efficace ed efficiente tutela e valorizzazione dei caratteri paesaggistici, storici, culturali e naturalistico – ambientali. Poi la delibera di Giunta del 26 febbraio 2013 numero 208 modificò le delibere 366 del 2008 e la numero 1299 e 1784 del 2008 revocando il procedimento di selezione del comitato scientifico e modificando il modello organizzativo con un nuovo piano paesaggistico attribuendo la competenza alla Direzione generale del dipartimento Ambiente e territorio della regione stessa. Arriviamo nell’ attualità. L’11 novembre 2014 la Giunta del Presidente Pittella, con delibera numero 1374 approva l’istituzione dell’osservatorio regionale del paesaggio e del territorio per continuare a studiare il territorio al fine di formulare proposte idonee alla definizione delle politiche di governo del territorio, tutela e valorizzazione del paesaggio della regione Basilicata. Il 22 dicembre 2015, la Giunta del Presidente Pittella approva il provvedimento numero 1675 che modifica la delibera 208 del 2013 nel modello organizzativo per procedere alla redazione del Piano Paesaggistico regionale attraverso una procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il 19 ottobre del 2016, la Giunta Pittella con provvedimento numero 1197 approva gli atti di gara. Il 9 marzo 2018 con delibera di giunta numero 204, l’esecutivo Pittella prende atto del verbale dell’incontro con il comitato paritetico, Stato- Regione, nominato nel 2016. Un comitato che nell’allegato A parlando di pale eoliche indicava criteri precisi per evitare “l’effetto selva” facendo riferimento anche ad interventi del TAR Campania. È scritto nel verbale: “evitare l’addensamento delle pale eoliche in molti parti delle aree interne”. Il 20 marzo 2018 dalla Regione Basilicata, dipartimento Ambiente e Energia, centro Cartografico, facevano sapere che il Piano Paesaggistico Regionale era in corso di redazione congiuntamente con il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo e con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in attuazione del protocollo d’Intesa siglato il 14 settembre 2011 e del relativo disciplinare attuativo del 13 giugno 2017. Ma gli atti non erano conseguenti. Infatti il 30 aprile 2018, la Giunta con delibera numero 362, approvava l’ennesimo incontro del Comitato Paritetico dove venivano individuate ulteriori aree da tutelare per evitare invasioni selvagge. Da aprile a ad oggi nulla di più.

Oreste Roberto Lanza
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